

VITERBO - La sigla dell’accordo fra ABI e le associazioni imprenditoriali, tra cui la Cia, che prevede, tra l’altro la moratoria per la restituzione delle rate dei mutui e dei debiti a breve, è la giusta risposta per aiutare le imprese in un momento di grave crisi che attraversa il nostro paese. L’attuale crisi che tocca pesantemente anche le aziende agricole, necessita di misure di sostegno reali e urgenti. La strada indicata dall’accordo, dovrà essere però solo l’ inizio per affrontare più complessivamente i problemi finanziari delle imprese, partendo da un meccanismo che prevede anche la ristrutturazione dei debiti accumulati a causa della crisi.
L’accordo prevede in particolare che:
- sono ammissibili alla richiesta di sospensiva del pagamento le rate, per la parte di quota capitale, dei finanziamenti bancari a medio e lungo termine (mutui) e le operazioni delle operazioni di leasing finanziario in essere alla data della firma dell’Avviso. Le rate devono essere in scadenza o già scadute (non pagate o pagate solo parzialmente) da non più di 180 giorni alla data di presentazione della domanda;
- possono effettuare la domanda di sospensione le imprese che alla data del 30 settembre 2008 avevano esclusivamente posizioni classificate dalla banca “in bonis” e che al momento della presentazione della domanda per l’attivazione della sospensione o dell’allungamento dell’anticipazione su crediti non hanno posizioni classificate come “ristrutturate” o “in sofferenza” ovvero procedure esecutive in corso;
- per le imprese che alla data della presentazione della domanda sono ancora classificate “in bonis” e che non hanno ritardati pagamenti, la richiesta si intende ammessa dalla banca che ha aderito all’Avviso, salvo esplicito e motivato rifiuto;
- la sospensione della quota capitale delle rate determina la traslazione del piano di
ammortamento per periodo analogo. Gli interessi sul capitale sospeso sono corrisposti alle
scadenze originarie.
- le domande potranno essere presentate fino al 30 giugno 2010. L’Avviso ha validità per le operazioni che presentano caratteristiche pari a quelle descritte o migliorative per il cliente della banca.
L’accordo non comporta l’applicazione di ulteriori costi per le imprese, fatti salvi gli interessi calcolati sulla base del contratto originario, né la richiesta di garanzie aggiuntive.
“Ora – dichiara Coretti, presidente Cia Viterbo – bisognerà che sul territorio provinciale si lavori in collaborazione con le banche e i rappresentanti delle associazioni datoriali affinché si possa usufruire al meglio di questa opportunità per le imprese”. E’ opportuno la definizione di un protocollo di accordo che riguarda il territorio provinciale che, con il coinvolgimento dell’Amministrazione Provinciale, della Camera di Commercio e della Prefettura garantisca la piena attuazione dell’accordo nazionale e ne migliori le condizioni per le imprese viterbesi.