Mentana da Matrix a Caffeina tra ricordi e ironia
Tra il serio e il faceto, l’ex direttore del TG 5, ideatore e conduttore di “Matrix”, trasmissione cult della corazzata Mediaset, nell’incantevole scenario di piazza San Pellegrino, gremita fino all’inverosimile, ha affrontato il pubblico di “Caffeina”, nella serata inaugurale della manifestazione che, quest’anno, propone ben 140 eventi ed ha trasformato il quartiere medievale in uno straordinario luogo di incontri, degustazioni, occasioni d’arte, di umori e di sapori. Un vero contenitore di cultura che Filippo Rossi e Andrea Baffo, i due “conduttori” di “Caffeina”, hanno confezionato per Viterbo, diventata, almeno in questo periodo, meta di pellegrinaggi d’uomini di cultura. Enrico Mentana, intervistato dal collega Usai, è stato il primo di questi, venuto a Viterbo per il libro “Passionaccia”, primo volume a sua firma, nel quale racconta la sua vita di giornalista con tutto quello che gli è accaduto.. E fin dalle prime battute dell’incontro, Mentana ha lasciato intendere che non avrebbe fatto sconti a nessun, pur mantenendo l’elegante riserbo che l’ha sempre contraddistinto, accompagnato da una buona dose di savoir faire tanto da fargli dire: “Non posso certamente prendermela con Mediaset, un’azienda che mi ha dato l’opportunità di diventare famoso; di creare dal nulla un telegiornale e dirigerlo (senza condizionamenti) per molti anni; di ideare e condurre una trasmissione importante come “Matrix”. A un certo punto, dopo la famosa sera della morte della Enclaro, mi è stato detto che ero fuori dall’azienda. Beh, sono cose che succedono!”. Insomma, non è andata proprio così, gli viene detto. E lui: “Debbo dire che quella sera TG 5 e Matrix avevano dato la loro disponibilità ad affrontare un’edizione speciale sulla morte della ragazza. Così non è stato e quando ho rilasciato alle agenzie una dichiarazione, mi è stato detto che il mio discorso con l’azienda era chiuso”. Una ricostruzione dei fatti molto dettagliata quella offerta da Mentana, con particolari anche inediti (ma adesso editi, perché contenuti nel suo libro) e con sfoggi d’ironia che hanno strappato l’applauso come quando, invitato a dire cosa ne pensasse di Viterbo ha sfoderato la battuta: “Città bellissima e berlusconiana, perché Città di…Papi”.