ANNO 27 n° 288
Mense: "Il Comune è forte con i deboli"

Riceviamo e pubblichiamo:

“Non c’è niente di più politico del Bilancio e delle scelte che si mettono in atto per costruirlo. La situazione dell’Euroservice è emblematica e disegna un’amministrazione che, attraverso le sue scelte, si dimostra forte con i deboli e debole con i forti.

Con la delibera di giunta numero 244, ci si propone l’accordo transattivo con i lavoratori e con la ditta Stella. Abbiamo espresso il voto positivo del Pd a questa delibera, così come al riconoscimento dell’eventuale debito fuori bilancio a parziale copertura, perché riteniamo ciò un atto dovuto nei confronti dei lavoratori che attengono da mesi quanto loro spetta.

Ma ciò non ci esime, anzi ci obbliga a fare alcune considerazioni in merito. Da questo accordo i lavoratori percepiranno - la percentuale precisa non si sa - l’equivalente di circa il 90- 92% di quanto loro compete. La ditta Stella ancora meno.

Come si è giunti a tutto ciò? Operando una scelta: quella cioè di utilizzare per i pagamenti i fondi accantonati, derivanti da fatture contestate all’Euroservice, e non altri, individuati ad hoc, come noi avevamo chiesto. Trattandosi di fondi su cui gravavano due procedimenti giudiziari, avrebbero potuto essere utilizzati solo se ambedue le parti avessero accettato una transazione con il Comune.

Ma, si sa, quando si arriva a queste definizioni “bonarie” qualcuno ci rimette sempre: in questo caso ci hanno rimesso i lavoratori. I quali, se fosse stata perseguita la strada indicata non solo più volte da noi, ma anche dal giudice del lavoro, avrebbero percepito la stessa cifra che avranno adesso ma a titolo di acconto, per poi avere il 100% alla fine dell’iter giudiziario.

Tanto per chiarezza, poi ognuno è libero di trarre le conseguenze del caso, voglio riportare quanto contenuto nella sentenza del giudice del lavoro: “…Il Comune è obbligato al pagamento in favore dei dipendenti dell’appaltatore della complessiva somma di euro 153.474.09, rispondendo di tale pagamento  in forza del principio generale di cui all’art. 2740 cc.: con tutti i suoi beni presenti e futuri”.

Si è invece deciso di utilizzare i fondi accantonati su cui gravavano due procedure di pignoramento, con le conseguenze che vediamo, pregiudicando ai lavoratori la possibilità di veder riconosciuto in futuro la totalità delle loro spettanze. “Pochi, maledetti e subito”, insomma.

Ben comprendiamo le ragioni dei lavoratori, esausti per una vicenda che si protrae da oltre una anno, così come quelle della ditta Stella - soprattutto di questi tempi un imprenditore ha bisogno di liquidi - comprendiamo anche le ragioni di cassa che hanno portato i tecnici a suggerire questa strada, ma non comprendiamo e soprattutto non condividiamo la scelta della Giunta, che di fatto ha negato un diritto ai lavoratori. Un diritto non va a percentuale, signor sindaco: o c’è o non c’è.

Ma, soprattutto, alla luce di quanto espresso dai revisori dei conti nella relazione alla delibera  il 24 ottobre, è necessario puntualizzare alcune cose, che pesano come macigni sulla vicenda attuale e rischiano, se le criticità emerse e quelle che contesterò non saranno rimosse, di pesare anche in seguito.

Il collegio dei revisori nota come il Comune, anche se avvertito dal proprio legale di una “anomalia rispetto alla solvibilità della società fidejubente”(tradotto in parole povere: la società presso la quale era stata accesa una fidejussione non era solvente) non ha attivato nessuna procedura  giudiziaria atta a tutelare gli interessi del Comune. Non solo, sempre i revisori raccomandano “che vengano previsti, per il futuro, i necessari strumenti e le procedure interne all’Amministrazione, atte a limitare le obbligazioni del Comune di Viterbo, sulla base delle sole previsioni contabili”.

In parole povere: d’ora in avanti bisogna attuare un controllo efficace sugli atti, sugli appalti, sulle procedure, in modo da non trovarsi di nuovo in condizioni del genere. Bene, le parole del Collegio dei revisori sono la ripetizione tecnica di quanto, in sede politico-amministrativa aveva detto la minoranza, sia nella attuale che nella passata consiliatura.

Ed allora, l’invito ad ascoltare l’opposizione non è solo una richiesta formale, né un “ve l’avevamo detto” a posteriori, ma sottende la necessità di garantire un’azione efficace di verifica e controllo dell’attività amministrativa, che è diritto e dovere del consiglio, prerogativa delle minoranze ma, alla luce dei fatti, assolutamente necessaria per non incorrere più in vicende così poco edificanti.

Nell’interesse dei cittadini”.


Linda Natalini
Consigliere comunale Pd




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