

VITERBO - Rimodulazione del Por (Programma operativo regionale) 2007-2013, a causa della crisi: questa mattina riunione del tavolo di concertazione a palazzo Gentili. Erano presenti il presidente della Provincia, Alessandro Mazzoli, gli assessori alle Politiche del lavoro, Stefano Di Meo, alla Formazione, Giuseppe Picchiarelli, alla Pubblica istruzione, Aldo Fabbrini, insieme al presidente della Camera di commercio, Ferindo Palombella, e ai rappresentanti di Confindustria, Cna, Ufficio scolastico provinciale, Cisl, Uil, Ugl, Cia, Confartigianato, Unci, consorzio Copernico.
“Questa riunione – ha spiegato Mazzoli – è stata convocata per informare il tavolo di concertazione delle novità relative al Fondo sociale europeo e conseguenti alla crisi economica. A fronte della programmazione proposta per l’utilizzo dei 17 milioni di euro destinati alla Provincia di Viterbo per l’arco di sei anni, siamo infatti chiamati a una riflessione a seguito dell’accordo raggiunto dalla conferenza Stato-Regioni che comporta l’utilizzo di parte dei fondi per gli ammortizzatori sociali”.
Due le alternative possibili: sottrarre una quota dei fondi comunitari alla programmazione già effettuata per destinarli alla cassintegrazione, oppure ridefinire, insieme al tavolo, la programmazione per costruire filoni di interventi che servono per affrontare la crisi e in prospettiva per rilanciare l’economia.
“La prima ipotesi – spiega il presidente – ci avrebbe visti come attori passivi e il nostro territorio avrebbe perso fondi consistenti. In seguito anche a numerosi incontri in Regione, abbiamo invece optato per la rimodulazione dei progetti, così da salvaguardare il grosso della programmazione, individuando un piano alternativo in tempi brevi che sia condiviso col territorio e che poi presenteremo alla Regione”.
A livello regionale, saranno utilizzati 220 milioni di euro per gli ammortizzatori sociali, di cui 130 verranno stanziati direttamente dalla Regione, mentre i restanti 90 milioni spettano alle Province secondo una quota ancora da definire.
“La nostra idea – conclude Mazzoli - è sottoporre al tavolo un’ipotesi di lavoro su cui raccogliere poi le proposte di tutti gli attori rappresentati. Lo scopo è costruire un patto più forte sul territorio che ci aiuti ad affrontare la crisi ma in prospettiva sia anche un valore aggiunto per l’economia”.
Cardine della proposta denominata “Coesione Tuscia” è l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. I presenti hanno condiviso l’impostazione data dalla Provincia e avranno due settimane di tempo per studiare il piano e presentare osservazioni e proposte. Quindi, ci sarà una nuova riunione del tavolo per giungere a una programmazione condivisa e definitiva da presentare alla Regione.