

VITERBO - Intascava mazzette per indicare le case popolari tornate libere e che quindi potevano essere occupate illegalmente.
Per questo motivo Antonio Iezzi, 56enne, assessore agli Affari generali del Comune di Capranica e funzionario dell'Ater di Viterbo è stato arrestato questa mattina dai carabinieri e dalla guardia di finanza nell’ambito dell’operazione ‘’Casa dolce casa’’.
L'uomo, secondo quanto si è appreso, avrebbe agito con la complicità di altre due persone, il dirigente di un sindacato inquilini (U.V 60 anni di Viterbo), arrestato il 21 marzo scorso in flagranza di reato, mentre riceveva 700 euro da un’immigrata cui aveva appena indicato l'alloggio da occupare, ora ai domiciliari, e C.C., 23enne di Viterbo che segnalava al sindacalista, gli inquilini “interessati” agli alloggi e provvedeva materialmente allo sfondamento delle porte degli appartamenti che poi venivano occupati irregolarmente (arrestato in flagranza di reato il 29 febbraio scorso e sottoposto all’obbligo di firma).
Il sindacalista, una volta percepito il denaro, spartiva la somma con Iezzi e il 23enne.
Le somme pattuite venivano pagate in due rate: la prima (il 50 percento dell’importo) all’atto dell’adesione al disegno criminoso e la seconda al momento dell’occupazione abusiva dell’alloggio popolare.
L’indagine, diretta dal sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Viterbo, Paola Conti, è iniziata nel febbraio 2012 dopo la denuncia sporta, presso la guardia di finanza di Viterbo, da una donna che aveva ricevuto la richiesta di denaro al fine di ottenere in assegnazione un alloggio popolare.
Complessivamente sono stati sequestrati 6mila euro (tra contanti e titoli) provento dei pagamenti dei potenziali inquilini ma si stima che il “giro d’affari” abbia oltrepassato i 50 mila euro negli ultimi cinque anni.
Nei confronti del funzionario dell'Ater e dei suoi complici sono state emesse tre ordinanze di custodia cautelare.