

"Aiutatemi a salvare casa di mia madre".
E' questo l'appello di Raffaela Todini, figlia di una signora di sessant'anni a cui è stato notificato l'ordine di demolizione della propria abitazione. La casa è in località Cornos, nel comune di Marta, ed è inserita in un ampio contesto di edifici industriali e residenziali.
"In realtà la storia è iniziata nel 1997 - afferma la Todini - quando con la mia famiglia abbiamo presentato il condono e il Comune di Marta ha riconosciuto la congruità degli oneri. Successivamente è arrivata questa benedetta ordinanza della Procura di Viterbo che ha sempre e solo riguardato la nostra abitazione".
"Inoltre - continua Raffaella Todini - nel 2001 il Comune di Marta non ha inserito nel piano di recupero per nuclei abusivi l'abitazione di mia madre, ma ha rilasciato la certificazione per il condono del 2004, nonstante questo nel 2005 è arrivata la richiesta di demolizione".
"Ciò che non mi va giù di tutta questa storia - ribadisce la Todini - "è il comportamento del Comune di Marta, che, dopo essersi intascato i soldi delle concessioni, non fa nulla per opporsi all'ordinanza".
La casa da demolire è di 75 metri quadrati. Attulamente la Procura ha ordinato un'altra ispezione della zona fissata per il 20 aprile.
E intanto la mamma della Todini, cardiopatica, è andata a Roma a casa dei figli per cercare di stare lontana da tensioni.