ANNO 27 n° 288
Mammagialla, si toglie la vita infilando la testa in una busta di plastica

Si è tolto la vita infilando la testa dentro una busta di plastica e respirando del gas da una bomboletta da campeggio. E' morto in questo modo un detenuto italiano di mezza età recluso nel carcere "Mammagialla"� di Viterbo.

L'episodio è stato riferito dal Garante regionale dei diritti dei detenuti Angiolo Marroni che, proprio questa mattina, ha compiuto una visita nell' Istituto viterbese.

Secondo le scarne informazioni in possesso dei collaboratori del Garante, l'uomo si è tolto la vita la scorsa notte. Da qualche tempo era in chiara difficoltà psicologica. «Un mese fa, un altro detenuto con problemi psichici si era suicidato nel carcere di Velletri - ha detto il Garante dei detenuti Angiolo Marroni - Non servono questi gesti cruenti per rendesi conto che i detenuti con problemi psichici stanno diventando una vera e propria emergenza. I problemi di sovraffollamento, la carenza di personale, la difficoltà a svolgere una adeguata attività trattamentale sono tutti fattori che rendono il carcere un luogo ancor più invivibile, soprattutto per i più deboli. A me pare che, a forza di spostare il dibattito sulle nuove carceri e sulle nuove pene, si sta finendo con il far passare nel dimenticatoio che anche i detenuti, soprattutto quelli più deboli, sono titolari di tutti i diritti, compresi quelli alla salute e alla vita, e che una malattia tanto delicata come quella psichiatrica non può essere curata solo con i farmaci»




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