

Riceviamo e pubblichiamo
La vicenda di madre e figlia “sfrattate e abbandonate” evidenzia di come in questo Comune si trattino le emergenze, fortuna che il vecchio assessore era stato lodato come attento ai casi sociali.
Come Sicet, ci sentiamo autorizzati ad effettuare alcune considerazioni anche a fronte di quanto successo, ma anche in prospettiva di quello che accadrà sul versante abitativo nei prossimi mesi, anche a causa della crisi economica.
Come Organizzazione ci avevano dato dei visionari perché avevamo denunciato i casi di malaffare per le occupazioni abusive degli alloggi Erp e il censimento che avevamo richiesto, senza nemmeno preoccuparsi di rispondere alla richiesta d’incontro effettuata per analizzare le nostre ragioni.
Noi crediamo che sia necessario soprattutto in questa fase rimettere al centro una politica sociale abitativa confacente ad un Paese moderno, è per questo che ci auguriamo che il nuovo assessore del Comune di Viterbo, affronti le problematiche in essere, attivando una discontinuità di comportamenti dall’assessore precedente.
Al Comune vorremmo chiedere; ma gli alloggi degli sfrattati costruiti in Via Tagete e finanziati con fondi pubblici con finalità di case parcheggio non possono servire per casi d’emergenza abitativa?
O simili alloggi sono stati utilizzati per fini particolari, tramandando gli stessi da nonno a nipote senza che l’amministrazione comunale controllasse nulla?
Noi denunciamo simili comportamenti che non fanno del bene alla collettività e soprattutto per chi necessita di avere una risposta abitativa transitoria.
Ma soprattutto ci auguriamo che tristi e simili vicende diano maggiore sensibilità alla nostra classe politica che dovrebbe amministrare al meglio il bene comune.
Per il Sicet
R.Rinaldi