L’Italia dei Valori dice NO all’aeroporto
Riceviamo e pubblichiamo:
"La Tuscia non ha bisogno di volare, come ci vorrebbero far credere. Sono altre le naturali vocazioni di questo territorio.
Se a prevalere saranno gli interessi di pochi, un'intera provincia pagherà un prezzo altissimo su più fronti, chiaramente dilazionato nel tempo, in modo tale che la popolazione non accusi un'immediata sofferenza.
In fondo è questa l'abilità di tanti politici: far credere di rilanciare con un'opera faraonica tutta l'economia e poi non riuscire neppure a rimuovere un passaggio a livello esistente all'interno della città di Viterbo da decenni.
Non è in nessun modo compatibile con la morfologia storica e ambientale della città, non è compatibile con le attività termali e turistiche, sarebbe un danno irreversibile per tutte quelle produzioni agricole di qualità basate sulla filiera del biologico.
A chi serve tale opera faraonica?
Le infrastrutture e le reti di comunicazione esistenti attualmente sul territorio aumenterebbero di gran numero i problemi legati alla mobilità urbana ed extraurbana, non sarebbero sufficienti per una viabilità armoniosa e sostenibile, causa di politiche di trasporto assenti per decenni da parte delle
amministrazioni, a discapito di moltissimi pendolari e cittadini.
Anziché pensare all'aeroporto come ricchezza e opportunità, perché non dare inizio alla realizzazione e a un potenziamento di linee ferrate e infrastrutture tra la Tuscia con Roma, Orte e Civitavecchia, connessioni strategiche di enorme importanza, andando così a coprire distanze in tempi davvero accettabili?
Si innescherebbe un immediata rivalutazione di luoghi architettonici, ambientali, storici e culturali, creando fattibili opportunità in termini occupazionali.
Da non sottovalutare che con la realizzazione dell'aeroporto civile di voli low cost, si otterrebbe un turismo basato su tempi brevi e molto ristretti di permanenza sul territorio, senza portare nessun tipo di ricchezza e altrettanta conoscenza della città di Viterbo, né tanto meno della provincia, occorre a differenza un turismo sostenibile, prolungato e diversificato.
C'è un altro aspetto a mio avviso non meno importante: con la realizzazione di questo nuovo aeroporto si avrebbe un inquinamento atmosferico da polveri sottili e di altrettanto inquinamento acustico, a discapito di tutta la popolazione e delle future generazioni.
Da non dimenticare che la zona di Viterbo è una zona ad alta concentrazione di radon, gas radioattivo che associandosi alle nanopolveri prodotte da inquinamento aereo, potrebbero innescare alte percentuali di cancro al polmone.
Ci sono altri due aspetti prima di concludere, che desidero sottoporre all'attenzione della popolazione e di tutti gli attori interessati: il Parlamento Europeo ha chiesto di includere il trasporto aereo nel sistema europeo di scambio di "quote di emissione" di gas serra dal 2011.
E' ovvio che le compagnie aeree soprattutto quelle low cost, hanno accolto tale proposta negativamente, perché dovrebbero ridurre le proprie emissioni inquinanti del 10% rispetto ai livelli del 2004/06.
Quindi mi chiedo: come possono queste compagnie aeree rimanere competitive sul mercato affrontando la delocalizzazione dello scalo, da Ciampino a Viterbo, diminuendo le emissioni inquinanti, mantenendo bassi costi del biglietto, lo stesso numero di utenti, senza intaccare i livelli qualitativi di manutenzione occupazione e sicurezza dei voli?"
Giovanni Francola
Comitato per il programma IdV elezioni provinciali