ANNO 27 n° 286
L'ultimo saluto a Massimo Faccenda
Gli inquirenti hanno l'identikit del pirata della strada
14/10/2011 - 04:00

VITERBO - Si svolgeranno domani mattina alle 9,30 nella chiesa Santa Maria del Paradiso i funerali di Massimo Faccenda, il ciclista 53enne investito lunedì scorso da un’auto in corsa sulla statale Umbro-Laziale, all’altezza dello svincolo per la strada Bagni.

La camera ardente era stata allestita all’ospedale Belcolle ieri mattina, subito dopo il dissequestro della salma da parte dell’autorità giudiziaria. Il sostituto Paola Conti, infatti, aveva disposto l’esame autoptico, che si era svolto martedì all’obitorio del cimitero San Lazzaro (iniziato alle 16,30 si era concluso soltanto alle 21,20). L’equipe medico-legale deve ancora stilare la relazione ma, stando a quanto si è appreso, il decesso di Faccenda è da ricondursi al grave politrauma riportato in seguito al violento impatto col mezzo investitore.

Emergono novità, intanto, sul fronte delle indagini: come anticipato ieri il testimone oculare ascoltato ieri negli uffici della Procura ha riferito di aver visto un furgone bianco affiancare il ciclista per poi stringerlo contro il guard rail fino a scaraventarlo giù nella scarpata (Faccenda è precipitato da un’altezza di oltre sette metri). Ma non è tutto: a chiamare i soccorsi, infatti, non sarebbe stato lui. “L’autista del furgone si è fermato poco più avanti. L’ho visto parlare al telefono e ho pensato che stesse dando l’allarme, quindi me ne sono andato”.

Adesso, quindi, oltre ad avere l’identikit del pirata della strada (pare si tratti di un uomo sulla cinquantina), gli inquirenti hanno un altro elemento non di poco conto per risalire a lui: le celle telefoniche. Tramite queste ultime e l’orario esatto dell’incidente mortale (le 14,20) non sarà difficile scovarlo. E infatti gli investigatori si dicono “ottimisti”.




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