ANNO 27 n° 281
Lotta al cinipide: la sentarice Allegrini chiede interventi al Governo

Riceviamo e pubblichiamo la mozione presentata dalla senatrice del Pdl Laura Allegrini al Senato in relazione al cinipide che notevoli danni economici ha causato alla castanicoltura della Tuscia:

 

Premesso che:

·       nel 2002 per la prima volta in Italia (e in Europa) viene segnalata la presenza di uno degli insetti più dannosi al mondo che colpisce l'albero del castagno, il  cinipide galligeno (Dryocosmus kuriphilus Yasumatsu);

·       detto insetto, simile ad una piccola vespa, è originario della Cina e attacca il castagno europeo  selvatico o innestato (Castanea sativa), i castagni orientali (C. crenata, C. mollissima, C. dentata) e gli ibridi euro-giapponesi (Castanea crenata x C. sativa);

·       la presenza dell'insetto causa gravissimi danni, quali l'arresto dello sviluppo degli organi colpiti -che può determinare un notevole calo della fruttificazione (fino al 60-80%) - forti riduzioni dell'accrescimento della massa legnosa ed il deperimento delle piante colpite che, nei casi più estremi, possono giungere anche alla morte;

·       il cinipide  provoca, inoltre, effetti negativi sulle formazioni boschive in cui il castagno occupa una posizione spesso predominante e può vanificare  le numerose iniziative intraprese negli ultimi anni, anche con notevoli impegni finanziari, per rilanciare economicamente la castanicoltura attraverso la valorizzazione delle migliori varietà locali ed il recupero produttivo dei boschi di castagno;

 

considerato che:

·       la decisione della Commissione 2006/464/CE del 27 giugno 2006 stabilisce misure d'emergenza provvisorie per impedire l'introduzione e la diffusione nella comunità del cinipide del castagno;

·       detta decisone è stata recepita in Italia con l'adozione del Decreto Ministeriale 30 ottobre 2007 “Misure d’emergenza provvisorie per impedire la diffusione del Cinipide del castagno, Dryocosmus kuriphilus Yasumatsu, nel territorio della Repubblica italiana”;

·       il sopraccitato Decreto disciplina la lotta obbligatoria all'insetto e prevede che le Regioni conducano un monitoraggio annuale al fine di accertare la presenza del parassita e ne comunichino gli esiti al Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali entro il 30 novembre di ogni anno;

 

considerato, inoltre, che:

·       allo stato gli interventi attuati per il contenimento della diffusione dell’insetto riguardano principalmente la produzione ed il commercio del materiale di propagazione nel settore vivaistico;

·       la maggiore fonte di diffusione del cinipide è, infatti, proprio la commercializzazione del materiale infestato asintomatico;

·       gli insetticidi autorizzati su castagno sono in numero molto limitato ed eventuali trattamenti ripetuti per 1 o 2 mesi comportano costi assai elevati;

·       l'articolo 13 (Misure finanziarie) del citato Decreto Ministeriale 30 ottobre 2007  stabilisce che: «1. Le misure obbligatorie derivanti dall'applicazione del presente decreto sono a cura e spese dei proprietari o conduttori, a qualsiasi titolo, dei luoghi ove sono presenti piante sensibili. 2. Le regioni al fine di prevenire gravi danni per l'economia e per l'ambiente ed il paesaggio possono stabilire interventi di sostegno connessi all'attuazione del presente provvedimento.»;

 

preso atto che:

·       nella Regione Lazio, in particolare, il parassita è comparso nel 2005 nella zona dei Monti Cimini  (provincia di Viterbo) su giovani impianti e dal 2008 la zona di insediamento interessa tutto il territorio delle province di Roma e Viterbo e comuni limitrofi nelle province di Rieti, Latina e Frosinone;

·       nel 2010 l'infestazione ha raggiunto il suo culmine, al punto che secondo il Presidente dell'associazione castanicoltori Vallecimina la perdita media del prodotto, nell'area dei Monti Cimini, si aggira intorno al 95%;

·       secondo notizie di stampa alcuni sindaci dei comuni del viterbese intendono richiedere lo stato di calamità naturale per il settore;

·       la proliferazione del cinipide oltre a provocare ingenti danni all'intero comparto della castanicoltura e, conseguentemente, all'economia dell'area (il danno sarebbe valutabile in almeno 15 milioni di euro per i castagneti dell'intera area dei monti Cimini), determina anche un danno all'ambiente in cui il castagno da secoli svolge un ruolo determinante sotto il profilo paesaggistico, dell'aria e dell'acqua;

 

impegna il Governo:

·       ad assumere, anche d'intesa con la Conferenza Stato-Regioni, ogni iniziativa utile a contrastare la diffusione del cinipede nelle aree castanicole del territorio italiano con particolare attenzione alla tutela e alla salvaguardia delle zone ove si concentra la produzione prevalente o di più alta qualità;

·       a promuovere e sostenere con adeguate risorse finanziarie eventuali progetti di ricerca, in accordo con la comunità scientifica,  finalizzati a fronteggiare l'emergenza sanitaria e a prevenire la diffusione dell'insetto;

·       a mettere in atto tutte le azioni utili a preservare le piante di castagno presenti sul territorio nazionale;

·       a istituire un fondo a disposizione delle Regioni italiane a produzione castanicola che, avendo monitorato la presenza del parassita entro i termini previsti dal Decreto Ministeriale 30 ottobre 2007, facciano richiesta di interventi a sostegno del settore, quantificabili per l'anno in corso in misura non inferiore ai danni subiti e valutati e a programmare adeguati finanziamenti per il successivo triennio 2011/2013.

18 Novembre 2010

Sen. Laura ALLEGRINI




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