ANNO 27 n° 286
Lo Stato ricorda i viterbesi vittime del terrorismo ma dimentica Pietro Cuzzoli e Antonio Rubuano

VITERBO - Lo Stato ricorda gli appartenenti alle forze dell'ordine che hanno perso la vita nella lotta al terrorismo durante gli anni di piombo assegnando ai familiari una medaglia d'oro , ma dimentica due carabinieri in servizio a Viterbo: Pietro Cuzzoli e Antonio Rubuano. La motivazione dell'esclusione è di quelle che lasciano senza fiato: non c'erano fondi a sufficienza per acquistare tutte le onorificenze. Le altre medaglie verranno consegnate non appena le casse lo consentiranno.

Così, i familiari di Cuzzoli, originario di Caprarola, assassinato l'11 agosto 1980 a Ponte di Cetti durante un conflitto a fuoco con un commando di Prima Linea che, poco prima, aveva compiuto una rapina in una banca di Viterbo, e di  Antonio Rubuano, morto lo stesso giorno in un incidente stradale mentre dava la caccia ai terroristi in fuga, non sono stati invitati nella prefettura di Viterbo, dove il prefetto Carmelo Aronica ha consegnato le onorificenze a coloro che non sono stati "dimenticati".  Tra questi i  familiari della terza vittima di Prima Linea, il brigadiere Ippolito Cortellessa, che era di pattuglia insieme con Cuzzoli.

Il riconoscimento non è stato consegnato anche  ad altri viterbesi morti a causa del terrorismo, ma in questo caso l'esclusione sarebbe dovuta al fatto che la loro pratica non sarebbe stata completata in tempo. 

Oltre a quelli di Cortellessa hanno ricevuto l'onorificenza i familiari del sottotenente Mario Di Lecce morto il 25 giugno del 1967 a seguito di un attentato terroristico dei saparatisti sudtirolesi a Cima Vallona e quelli dell'appuntato dei carabinieri Giuseppe Savastano, morto il 21 gennaio 1982 a Monteroni d'Arbia (Siena) durante di conflitto a fuoco con i terroristi delle Brigate Rosse in fuga dopo aver compiuto una rapina in banca alla periferia di Siena.




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