ANNO 27 n° 288
LO SFIGATO COINVOLTO NELLE INCHIESTE P2 E P3

VITERBO - Flavio Carboni, imprenditore di 78 anni, è stato arrestato lo scorso 8 luglio per il suo presunto coinvolgimento nella cosiddetta P3, insieme a Pasquale Lombardi, geometra ed ex esponente Dc, e Arcangelo Martino, ex assessore del Comune di Napoli.  Secondo gli inquirenti i tre facevano parte di una vera e propria loggia, una "associazione per delinquere" caratterizzata "dalla segretezza degli scopi", che sfruttando una rete di conoscenze nei settori della politica e della magistratura avrebbe tentato di condizionare le attività della pubblica amministrazione. Tra i condizionamenti più rilevanti ci sarebbe quello sulla Corte Costituzionale per influire sull'esito del lodo Alfano.

A questo riguardo ci sarebbe stata lo scorso anno una riunione nell'abitazione romana del coordinatore del Pdl, Denis Verdini, per stabilire un tentativo di avvicinamento ai giudici della consulta. All'incontro era presenti anche ilsenatore del Pdl Marcello Dell'Utri e il sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo, i magistrati Antonio Martone e Arcibaldo Miller, oltre ad Arcangelo Martino e Raffaele Lombardi.

Inoltre Carboni avrebbe agito per sostenere anche la riammissione della lista del Pdl del candidato di centrodestra per le elezioni regionali del 2010 e attuale Governatore della regione Lombardia Roberto Formigoni presso il TAR e, sempre per quanto riguarda le elezioni regionali italiane del 2010, tentando di supportare Nicola Cosentino come candidato Governatore, screditando allo stesso tempo l'altro possibile candidato, oggi Presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, attraverso la realizzazione di dossier su frequentazioni di transessuali da parte dello stesso presidente della regione.

Il filone di indagine è collegato all'inchiesta della procura di Roma su un presunto comitato d'affari che avrebbe gestito l'assegnazione di una serie di appalti pubblici in Sardegna per la realizzazione di parchi eolici. Secondo quanto accertato dagli investigatori, il comitato d'affari per l'eolico sorto intorno a Flavio Carboni, avrebbe raccolto enormi capitali di imprenditori siciliani, calabresi e campani.

 




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