ANNO 27 n° 296
'La Tuscia e la crisi economica'
03/03/2011 - 12:51

Riceviamo e pubblichiamo:

 

La Tuscia e la crisi economica. Il viterbese costretto a fare i conti con un periodo sociale ed economico veramente “nero”. Viene stimato che la nostra provincia ha una delle percentuali di disoccupati, dato sensibile soprattutto per i giovani, più alte in tutta la regione Lazio e che spesso e volentieri, tristemente, la cassa integrazione è una delle uniche fonti di reddito disponibili. A dar manforte a questo quadro di per sé negativo, vi è la profonda mutazione, peggioramento delle condizioni della piccola e media impresa generica, un esempio importante su tutti, il distretto industriale di Civita Castellana, un tempo uno dei più concreti poli ceramici attivo in Italia e all’estero fonte economica locale, territoriale, provinciale e privata non di poco conto, anzi..!

 

A fare da triste corollario su tutto questo oscuro scenario, si pone poi la “burocrazia”, l’attesa e la distanza, tre fattori principi in un’Italia spesso dai toni ancora ottocenteschi, che rischiano di allungare l’agonia di quei poveri lavoratori cassaintegrati, piuttosto che dei settori economici viterbesi che attendono risposte nella speranza di lasciar presto alle spalle la crisi.

Secondo recenti dati della Camera di commercio di Viterbo, (forniti dalla Unioncamere), relativi al trend dello scorso anno,  la nostra provincia ha il tasso di crescita di imprese più basso delle province laziali, fermo allo 0,55% contro una media regionale del 2,11%. Stessa situazione, logicamente, per alcuni importanti settori primari per lo sviluppo ed il lavoro quotidiano. Su tutti quello agricolo che ha avuto una riduzione del numero delle imprese registrate del 2,05%; in calo anche le attività manifatturiere, scese dello 0,83% rispetto al 2009. Cresce leggermente il numero di imprese di costruzioni, nonostante la grande partecipazione ad esso di lavoratori extracomunitari, risultano in positivo altri settori e sale concretamente quello dei servizi d’alloggio e ristorazione, con un positivo 5%.

 

“I dati sul tessuto imprenditoriale confermano nel 2010 la fragilità del sistema economico provinciale costituito per due terzi da ditte individuali “ afferma il presidente della camera di commercio di Viterbo, Palombella, aggiungendo inoltre: “Oggi sempre più spesso le imprese si trovano su un crinale dove basta un niente, il prolungato ritardo di un pagamento o di un’autorizzazione, per compromettere il risultato economico di una stagione, fino alla drammatica decisione di tirar giù definitivamente la saracinesca o nel migliore dei casi ricorrere alla cassa integrazione. Per questo, secondo quanto emerso anche nel convegno organizzato nei giorni scorsi dalle organizzazioni sindacali, appare lampante l’urgenza di risposte mirate, che evitino un’ulteriore rallentamento della ripresa “.

 

Parole dure ma concrete, finalmente reali. Per questo il dipartimento provinciale delle politiche sociali e l’intero partito, nella nostra provincia, si batterà, proponendo con la razionalità e la forza dei nostri valori, agendo su soluzioni mirate che provino a rilanciare, appunto, la piccola e media impresa, entrando a piccoli passi nel domani, per un futuro a dimensione di cittadini, lavoratori e giovani e non viceversa. Noi saremo vicini concretamente agli agricoltori, in questi giorni martoriati anche dalla problematica della riduzione degli sportelli agricoli di zona in provincia, per un rilancio economico, tradizionale e sociale, per l’importanza di “un’agricoltura come cultura”, in una provincia che per secoli ha vissuto di questo e spesso su questo si è specializzata. Noi saremo per una crescita concreta del turismo nella nostra tuscia. Segnali si sviluppo, lievi, ma ci sono! Bisognerà saperli imbrigliare e gestire, promuovendo, stando al passo coi tempi, in ogni singolo paese, comune della nostra realtà; solo con coesione di idee e messa in opera si riuscirà nell’impresa. Noi della destra, abbiamo a cuore il futuro sociale dei giovani e dei lavoratori, e per questo ci schieriamo per la loro dignità, i loro sacrifici quotidiani dal crescere in una società simile, al giungere con famiglia a carico a fine mese!

 

Per questo ci schieriamo quanto più possibile contro una mera economia a dimensione di mercato, che guardi solo gli interessi delle multinazionali e chi le gestisce. Contro un’economia eccessivamente capitalista; siamo per il sostegno alla piccola, media impresa, frutto degli sforzi concreti delle persone. Faremo del tutto per sostenerla. Siamo per il diritto al futuro dei giovani, per la loro dignità, contro il precariato ipocrita, che uccide le prospettive di un avvenire reale. Abbiamo le idee chiare quando si parla di cittadini, di popolo, di lavoro, di famiglia e di futuro. Nella speranza che un giorno i lavoratori potranno partecipare alla gestione degli utili d’impresa e si possa attuare una vera “socializzazione” , il dipartimento provinciale delle politiche sociali de “la destra” c’è e porge un orecchio ai cittadini, ai giovani ed ai lavoratori, continuando a lottare, con umiltà e fermezza!

 

Emanuele Ricucci

Responsabile provinciale delle politiche sociali de “La destra” Viterbo

Segretario del circolo di Nepi

Membro del direttivo della federazione provinciale di Viterbo.

 




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