ANNO 27 n° 290
La politica ricorda Biagio Gionfra

Sono numerosi gli esponenti politici che hanno voluto dare un ultimo saluto e ricordare Biagio Gionfra, il presidente del comitato provinciale Anpi di Viterbo e storico combattente partigiano, che è morto ieri all'ospedale di Belcolle per un edema polmonare acuto:

“Ho appreso con grande dolore della scomparsa di Biagio Gionfra. Un uomo che ha sempre combattuto per i suoi ideali. Con la sua morte se ne va un pezzo di storia italiana, una parte fondamentale del nostro essere democratici. Gionfra fu uno dei partigiani che più si spesero per la liberazione dal fascismo.

Il suo fu un atto vero dettato da una passione civile senza paragone. Proprio quella stessa che lo portò a diffondere i suoi ideali ancora dopo la Liberazione. Biagio Gionfra infatti non ha mai abbandonato il suo credo andando a fondare l’Anpi (Associazione nazionale partigiani italiani). Il suo ultimo ruolo non a caso è stato quello di essere presidente del comitato provinciale di Viterbo. Un compito che ha sempre svolto con il carisma di un giovane. Pronto a ogni confronto e a ogni discussione.
Oggi lo ricordo così: un uomo che ogni giorno della sua vita ha combattuto per migliorare la società”.

Alessandro Mazzoli
Presidente della Provincia


"Questo 25 aprile non sarà con noi Biagio Gionfra. Non sarà con noi un uomo che ha speso la vita per difendere i valori della libertà, contro la tirannia e il sopruso. Mancherà il partigiano, che si batté nelle fila della Resistenza per liberare l’Italia dal regime fascista. Mancherà il cittadino, che si è impegnato fino alla fine per trasmettere, attraverso i ricordi personali, i luoghi, le sofferenze e le ristrettezze patite dagli italiani, la testimonianza delle radici della Repubblica. Con lui, se ne va un pezzo importante della memoria storica viterbese".

Ugo Sposetti
Deputato del Partito democratico


"Se n’è andato uno di quei ragazzi che nel ’45 combattevano il nazifascismo per avere un Paese libero e democratico.
Se n’è andato combattendo i problemi fisici fino all’ultimo, com’era nel suo stile. Non se n’è andato però il suo modo di essere, l’uomo comunista, l’uomo di sinistra che in tutti gli appuntamenti politici o feste di Partito non mancava di darci qualche insegnamento e di dirci qualche parola. Con tutti voi, giovani e non giovani, ha avuto sempre un rapporto di disponibilità ed era come un maestro, un insegnante, quando ci raccontava fatti di vita di quegli anni difficili durante la lotta di Resistenza. Vogliamo salutarlo come lui faceva ogni qualvolta lo incontravi, quando nel dirgli “ciao, come stai?” rispondeva “devo stare per forza bene, perché purtroppo il nemico avanza sempre”.
Ciao Biagio, da tutti noi che non ti dimenticheremo mai".

Stefano Di Meo
Segretario provinciale PdCI Viterbo




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