

VITERBO - Un corteo come non si vedeva da anni, quello che ha sfilato stamattina per le vie cittadine per lo sciopero generale indetto dalla Cgil. Circa duemila persone, infatti, hanno dato vita ad una protesta decisa e vivace, rumorosa e colorata, ma sempre molto ordinata e civile. Il numero potrebbe essere stimato per difetto, visto che quando l'inizio del corteo è giunto in piazza del Teatro, la coda era ancora all'inizio di via Marconi.
Obiettivo dello sciopero generale, ovviamente, la manovra di Tremonti e i tagli del governo Berlusconi.
E che la Cgil abbia raccolto gran parte del disagio dei lavoratori, lo dimostra la partecipazione allo sciopero anche di tanti iscritti ad altre sigle sindacali.
Elena Angiani, del coordinamento scuola insegnanti-personale Ata-genitori, che tra l'altro ha infiammato la platea durante il suo intervento dal palco in piazza del Teatro, tiene infatti a precisare: "La situazione è molto grave, stanno sgretolando la scuola pubblico ed è in gioco il futuro dei nostri figli. Proprio per questo ci aspettavamo una sensibilità diversa da parte di tutti, invece abbiamo avuto attenzione solo da parte della Cgil. Abbiamo provato a contattare tutti gli altri sindacati durante la manifestazione della settimana scorsa al cinema Lux ma non abbiatro trovato accoglienza. Credo che ci vorrebbe più attenzione verso la società civile".
Dal palco sono poi intervenuti Andrea Filippi per i precari della Asl, il sindaco di Civita Castellana Gianluca Angelelli, Mauro Vaccaroni delegato Filctem della Ceramica Catalano e Miranda Perinelli segretario generale della Cgil di Viterbo.
Disoccupazione, precariato, tagli alla scuola, alla sanità, al pubblico impiego e agli enti locali i temi trattati negli interventi, che si possono riassumere con una "fotografia" di Andrea Filippi: "I veri precari - ha detto - saranno i cittadini che si troveranno privati di tutti i loro servizi essenziali e dei loro diritti fondamentali".