

VITERBO – Non c'è pace per l'ospedale Andosilla di Civita Castellana: la Asl ha infatti avviato lo smantellamento dell'unità operativa complessa (cioè del reparto) di Ortopedia. Uno smantellamento soft, graduale, definito ''temporaneo'' nella lettera datata 13 maggio della direzione generale dell'azienda sanitaria che lo dispone. Con l’impegno a ripristinare l'organizzazione attuale, prevista dall'Atto aziendale, ''non appena saranno riassegnate le risorse necessarie dalla Regione Lazio''. Ma tra gli addetti ai lavori nessuno ci crede.
Il documento, arrivato come un fulmine a ciel sereno, motivato con ''la gravosa carenza di personale specialistico dell'area ortopedica aziendale'', stabilisce il trasferimento a Belcolle, ''momentaneo e in attesa dell'acquisizione di nuove risorse umane, dei medici in servizio a Civita Castellana. L'unità operativa complessa dell'Andosilla, inoltre, perde ogni autonomia e viene integrata all'area ortopedica di Belcolle diretta e coordinata dal dottor Antonio Castagnaro.
All'Andosilla verranno garantite due sedute settimanali di ambulatorio ortopedico, dalle 8,30 alle 13,30; due sedute operatorie settimanali, durante il periodo estivo, dalle 8 alle 14. ''Le liste d’attesa – precisa il documento – saranno gestite e coordinate da Belcolle. I tre medici incaricati di gestire quel che resta di ortopedia all'Andosilla (Zezza, Occhionero e Massai), completeranno il loro orario di servizio a Viterbo.
Le due sedute operatorie settimanali, però, non potranno mai essere garantite. ''All'Andosilla – spiega un medico – non ci sarà nessuno per arruolare i pazienti; per prepararli all'interveto; per compilare le liste operatorie; per seguire i degenti dopo l'intervento, per dimetterli. E'evidente – aggiunge – che ortopedia non esisterà più e che l'unico servizio che potrà essere parzialmente svolto è quello ambulatoriale''.
E non è ancora tutto: secondo voci sempre più insistenti, nei prossimi giorni, la direzione della Asl dovrebbe disporre il trasferimento a Belcolle anche delle ostetriche rimaste all'Andosilla dopo la chiusura del reparto di ostetricia. Anche questo provvedimento verrebbe motivato con la ''gravosa carenza di personale specialistico''.