ANNO 13 n° 143
Infermieri nel carcere
di Mammgialla: Fials
scrive al prefetto
Possibilità di lavoro per molti giovani

VITERBO - Dopo l'incontro con il direttore generale della Asl di Viterbo Adolfo Pipino e di altre organizzazioni sindacali, la Fials ha deciso di scrivere al prefetto di Viterbo, Antonella Scolamiero per quanto concerne ancora la piaga del precariato e le difficoltà che incontrano centinaia di infermieri che hanno perso il lavoro.

''C’eravamo permessi in quella sede, di richiamare l’attenzione sull’assistenza infermieristica e medica effettuata da alcuni operatori dipendenti della Asl e di Villa Immacolata, presso la “Casa Circondariale di Mammagialla” in regime di (libera professione) dopo aver prestato regolare servizio nella struttura di appartenenza, dalla quale percepiscono regolare stipendio - spiega la sigla sindacale in una nota -. Il prefetto aveva dimostrato interesse sul problema, che consentirebbe a nostro parere la creazione di qualche decina di nuovi posti di lavoro con evidente soddisfazione dei tanti dimenticati e caduti nell’oblio della disoccupazione''.

''Questa opportunità invece di determinare un ovvio consenso, ha suscitato un silenzio “assordante” da parte delle altre organizzazioni sindacali - continua Fials - ed una esagerata ed ingiustificata preoccupazione della Asl Viterbo, che forse non vuole pestare i piedi a qualche vice-portaborse di qualche impiegato della Regione Lazio''.

''Tutta la questione ha assunto poi contorni melodrammatici, quando ad un recente incontro con alcuni dirigenti della Asl, ci è stato richiesto una sorta di lettera stra-firmata da tutti i sindacati, per poter affrontare tale problematica ed eventualmente richiedere alla Regione Lazio l’autorizzazione per attingere alle graduatoria dell’avviso pubblico esistente, che consentirebbe una volta per tutte, di costituire un vero organico di medici ed infermieri presso Mammagialla come è giusto che sia''.

''Con l'interessamento del Prefetto vorremmo poter ricordare a chi non vuole intendere, che per l’inerzia e l’egoismo di pochi, tanti nostri giovani e meno giovani, sono stati costretti a presentare entro il 20 dicembre scorso, le domande per l’avviso pubblico, guarda caso, autorizzato dalla Regione Lazio per la Casa Circondariale di Civitavecchia, mentre per numerose case circondariali d’Italia, sono stati banditi concorsi pubblici, vedi Lecce nella Regione Puglia soggetta come il Lazio, al piano di rientro'' conclude la nota.

13/01/2012 - 11:17



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