

VITERBO - Dieci persone, tra le quali sette dirigenti e responsabili dell'Enel, due della ditta per la quale lavorava Sergio Capitani, il tecnico di 34 anni originario di Tarquinia morto nella centrale Enel a carbone Torre Valdaliga Nord, e il rappresentante di un'altra azienda sono indagate per omicidio colposo dalla procura della Repubblica di Civitavecchia in relazione all'incidente avvenuto sabato scorso.
Negli atti dell'inchiesta della procura di Civitavecchia c'é anche una prima informativa dei carabinieri e dei tecnici dell'ispettorato del Lavoro che hanno ricostruito le drammatiche fasi dell'incidente. Secondo quanto emerso a carico delle persone indagate vi sarebbero responsabilità in merito alla mancata sicurezza del luogo di lavoro
La notizia, trapelata nel pomeriggio, è giunta a conclusione di una giornata convulsa per l'impianto civitavecchiese. Questa mattina, infatti, c'è stato lo sciopero di otto ore indetto da Cgil, Cisl e Uil.
Nelle stesse ore, il neo presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, ha fatto visita in forma privata a Tarquinia, ai familiari di Sergio Polverini. La Polverini, ex leader dell'Ugl, si è intrattenuta per circa mezz'ora con i genitori, i fratelli e la fidanzata del giovane operaio. "E' stata una tragedia immane - ha detto all'uscita - per questo ho ritenuto doveroso far visita ai familiari di Capitani. Ho trovato una grande compostezza e dignità. Ho espresso loro il cordoglio mio personale e della Regione Lazio".
"Non devono più accadere tragedie come quella in cui ha perso la vita Sergio Capitani - ha aggiunto Polverini -, metterò in campo tutta la mia esperienza sindacale per aumentare la sicurezza nei luoghi di lavoro. La Regione può e deve fare molto di più, non solo aumentando le ispezioni nei cantieri ma anche attraverso la formazione e la informazione nei confronti delle aziende e degli operai".
Subito dopo, il sindaco di Civitavecchia Giovanni Moscherini ha annunciato che, in accordo con il presidente della provincia di Viterbo Marcello Meroi e della provincia di Roma Nicola Zingaretti, la chiusura della produzione della centrale Enel il tempo necessario a fare chiarezza definitiva su quanto accaduto. Il sindaco ha spiegato che firmerà un decreto di chiusura perché "tre morti in tre anni sono troppi". Il sindaco lo ha detto davanti agli operai della mcentrale riuniti in consiglio comunale.
Il sindaco di Tarquinia, Mauro Mazzola, presente alla riunione, ha chiesto un presidio permanente dell'ispettorato del lavoro e del servizio sicurezza della Asl nella centrale. Inoltre ha proposto che siano concessi anche ai sindaci dei comuni confinanti con la sede dell'insediamento i poteri di ordinanza per il fermo della produzione anche in caso di emissioni inquinanti superiori alla norma o di gravi incidenti come quello in cui ha perso la vita Sergio Capitani.
Mentre gli avvenimenti si susseguivano, il corpo di Sergio Capitani è stato trasportato nell'istituto di medicina legale dell'Università Tor Vergata di Roma dove, giovedì o venerdì prossimo, sarà eseguita l'autopsia disposta dal Pm Paolo Calabria della procura di Civitavecchia. Dopodomani mattina, il magistrato conferirà formalmente l'incarico al perito tecnico d'ufficio, il professor De Mari. La famiglia Capitani ha invece nominato proprio perito il dottor Antonio Oliva del policlinico Gemelli di Roma. Anche gli indagati potranno nominare i loro periti di parte. Subito dopo l'esecuzione dell'esame, l'avvocato Davide Capitani, cugino della vittima, chiederà la restituzione della salma per lo svolgimento dei funerali.
In serata il neo presidente della Provincia di Viterbo Marcello Meroi ha annciato che sarà pronto per domani il decreto che blocca l’attività della centrale Enel per avviare i dovuti approfondimenti sulle dinamiche dell’incidente mortale di cui è rimasto vittima Sergio Capitani e, più in generale per iniziare un’attenta disamina delle condizioni di lavoro degli operai e di garantire i previsti parametri di sicurezza.di "non condividere" la decisione di annunciare la chiusura della centrale per 15 giorni per effettuare i controlli. "Siamo convinti - scrive Enel - che verifiche meticolose e approfondite possono essere effettuate senza fermare l'operatività del sito, sul quale - sottolinea Enel - è già in corso una indagine della magistratura". La nota evidenzia che "la sicurezza sui luoghi di lavoro è la priorità assoluta per Enel, che opera costantemente per mantenerla ai livelli dei migliori standard internazionali". “Domani – ha aggiunto Meroi - un altro tavolo si occuperà delle misure da adottare per evitare agli operai qualunque difficoltà derivante dalla sospensione della loro attività lavorativa. Le verifiche che saranno avviate testeranno l’affidabilità della struttura in un primo momento a macchinari spenti, successivamente mettendo in funzione gli impianti”.
In sciopero gli operai della centrale Enel
Polverini a Tarquinia: "Mai più morti sul lavoro"
Mazzola: "Necessario un presidio permanente dell'ispettorato del lavoro"
Meroi: "Pronto il decreto per bloccare l'attività della centrale Enel"
Sindaco di Civitavecchia: "Chiusa la centrale di Torrevaldaliga"