

VITERBO – Assolto dal Gup Franca Marinelli Fernando Fumagalli (Pd), l’ex sindaco di Montefiascone costretto a dimettersi nel maggio del 2007, quando fu sottoposto agli arresti domiciliari insieme al suo assessore all’Ambiente Valdo Napoli e il segretario generale del comune Luciano Carelli. Era indagato per corruzione aggravata e falso ideologico. Assolto, perché il fatto non costituisce reato, anche il vicesindaco di Montefiascone Sandro Leopardi, coinvolto successivamente nell’inchiesta, giudicato con il rito abbreviato.
Secondo l’accusa Fumagalli, Napoli, Leonardi e Carelli avevano assegnato a trattativa privata l'appalto per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti a una società, ottenendo in cambio l'assunzione di 12 persone da loro indicate. Gli altri indagati sono stati rinviati a giudizio. Il processo inizierà al 21 dicembre prossimo.
Le altre persone coinvolte nell’inchiesta sono: Bruno Mancini, titolare di una discarica a Tuscania; Angelo e Giuseppe Bologna, amministratori del gruppo Econet-Sieco; Antonio Sini, amministratore della Consit Scarl; Luigi Giuseppe Ferri, amministratore della Sap; Massimo Jandolo, direttore tecnico del gruppo Econet-Sieco; Fabio Boni, addetto commerciale del gruppo Econet-Sieco; Fabrizio Turchetti, responsabile della logistica della Sieco.
L’incriminazione di Fumagalli, Napoli, Carelli e Leonardi scaturì da un’inchiesta più vasta, relativa a un traffico di 23mila tonnellate di rifiuti speciali e pericolosi, contenenti alte concentrazioni di piombo, nichel, cadmio zinco e mercurio, nonché altri rifiuti tossico-nocivi, tutti particolarmente dannosi per l'ambiente e la salute, che sarebbero stati smaltiti in varie regioni d’Italia e in provincia di Viterbo. Circa 10 milioni il giro d’affari. Ventotto le persone coinvolte, 10 delle quali furono arrestate o sottoposte ai domiciliari.
A seguito dell’arresto di Fumagalli e Napoli il centrodestra conquistò Montefiascone, una delle ‘roccaforti’ del centrosinistra nel Viterbese. Ma il nuovo sindaco è stato sfiduciato dalla sua stessa maggioranza. Ora l’amministrazione è di nuovo commissariata.
L’assoluzione non cancella il dramma umano vissuto da Fumagalli né ripara il danno politico subito dal centrosinistra. Non risarcisce nemmeno il comune di Montefiascone che, dal maggio 2007, vive in uno stato di perenne instabilità.