

VITERBO - Dalla struttura sanitaria carceraria di Viterbo in cui si trova, l'uomo d'affari Flavio Carboni, arrestato nell'ambito dell'inchiesta sull'eolico e la cosiddetta loggia P3, continua a respingere le accuse che gli vengono mosse.
"Il mio assistito sta poco bene, ha problemi di salute - spiega il suo legale, Renato Borzone - L'ho trovato molto abbattuto, dimesso e sofferente per la situazione in cui versa in carcere. Si trova in una struttura carceraria di carattere sanitario ma è pur sempre un carcere". "Continuo a dire che l'accusa mossa al mio assistito è francamente grottesca", sottolinea l'avvocato riferendosi al reato, per il quale Carboni è stato arrestato, di associazione per delinquere finalizzata alla violazione della legge che vieta la costituzione di associazioni segrete.
"Evidentemente - osserva il legale - in mancanza di fatti specifici, gli è stata contestata un'ipotesi associativa palesemente sproporzionata e priva di fondamento giuridico". Carboni, dalla struttura in cui si trova, "continua a dire che quello che ha fatto è del tutto legittimo" e riguardo alle intercettazioni ritiene "che l'interpretazione fatta dalla Procura della telefonata sia più che opinabile", soprattutto riguardo alla cena che, secondo l'accusa, si svolse in casa del coordinatore del Pdl Denis Verdini e durante la quale, sempre secondo l'accusa, si discusse dell'intervento presso i giudici della Corte Costituzionale con riferimento al lodo Alfano.
Proprio riguardo alla riunione il legale conclude: "gli stessi carabinieri non sono certi che quella cena abbia avuto per oggetto il Lodo Alfano, tanto che nel loro rapporto usano il condizionale".