ANNO 27 n° 288
Immagini d'identità della Tuscia

Riceviam e pubblichiamo:

"Il territorio, i viaggi, la cultura relativi alla Tuscia sono stati e saranno gli argomenti di una iniziativa encomiabile come quella presa da un Docente Universitario alla quale potrebbero seguire frutti tangibili a favore della Tuscia viterbese. Si rimane sempre più sorpresi di quali e quanti tesori sia ricca la nostra Tuscia in tutto il suo territorio. Grazie al prof. Vincenzo De Caprio che ne è l’anima e l’ideatore di questo programma, fatto di conferenze con lo scopo di allargare in strati sempre più ampi le conoscenze culturali per averne una “ricaduta” sulla nostra economia e non solo.
Il 9 febbraio è iniziata la prima conferenza discutendo di avvenimenti storici che hanno avuto influenza sulla terra del viterbese. Guicciardini è stato uno dei pionieri che s’è interessato alla storia d’Italia. Fece da storico una analisi feconda per capire quali erano state le cause che avevano permesso agli stranieri di invadere le regioni italiane. La motivazione di quella ricerca fatta dall’autore fiorentino, era voluta con la finalità di fare del “bene pubblico”. C’è una ricchezza di pensiero racchiusa in questa storica frase. Noi non ci dilunghiamo su quelle tematiche però possiamo dire che la platea è rimasta estremamente sorpresa nell’apprendere in tale frangente una notizia che lasciava di stucco. Era questa. Qualche anno addietro in una città della Polonia era stato organizzato da una Associazione internazionale un convegno sulle “Città Termali”, ma con meraviglia l’esperto viterbese venne ad apprendere come la città di Viterbo fosse misconosciuta in quell’ ambito come una città “termale”. Suo malgrado ci rimase un po’ male!
Ognuno farà i propri commenti su tale fatto come del resto furono fatti nella sala dopo aver appreso la notizia. Si sente spesso parlare in varie sedi di voler sfruttare al meglio il termalismo qui a Viterbo, ma è solo a parole. Invece la realtà è diversa. Una sorta di voluto immobilismo sembra soverchiare su questa attività. Si può constatare come le attività presenti nel settore trovino un manto di protezione presso alcune consorterie locali; è scoraggiante assistere impotenti verso una realtà potenzialmente sicura di sfruttamento economico e vedere come lo stabilimento termale INPS vada sempre di più verso un degrado irrecuperabile, predestinatogli forse dall’ inerzia delle istituzioni o dal volere di chi le sorregge.
A noi interessa rendere meriti al lungimirante De Caprio che ha saputo coinvolgere nel dibattito le persone presenti e, come questi astanti con la loro attenta partecipazione abbiano stimolato ed arricchito le tematiche della prima conferenza. Non altrettanto è avvenuto nella seconda seduta dell’ 11/02/10 dove si sono avvicendate ben dieci persone, forse un po’ troppe, visti i temi trattati. Sentire e non poter dire nulla da parte dello spettatore che potrebbe stimolare le argomentazioni, rimane una cosa non positiva. Equivale ad assistere a ciò che avviene quando vi sono discorsi confezionati per i politici con lo scopo di fare della pura propaganda! Il partecipante è in tale frangente come una mummia che deve solo sentire senza nessuna possibilità di manifestare il proprio pensiero… è di fatto trattato come un oggetto. Non ci sia un minimo di offesa in questa nostra segnalazione, del resto nella conferenza del giorno successivo c’è stato un ampio dibattito dopo l’ottima l’esposizione del prof. Gianluca Piovesan sul tema: Sistemi forestali ed ambiente naturale della Tuscia. Un peccato che a causa della neve il convegno sia stato interrotto ma verrà comunicato al pubblico la data della prossima seduta.
Prof. De Caprio l’iniziativa di questa serie di sedute o conferenze tenute da cattedratici dei vari dipartimenti dell’Università della Tuscia è un fatto estremamente geniale. La cultura va diffusa quanto più possibile non solo tra gli studenti ma tra le persone grandi e verso tutta la società, specie tra gli “operatori della cosa pubblica” che vivono ovattati in una dimensione extraterrena!... La carenza di cultura presso questa categoria di “public maker” ha ripercussioni notevoli sul “ bene pubblico” specie quando avvengono scelte che sovente pregiudicano l’Ambiente e la salute dei cittadini . Prof. Vincenzo De Caprio, il suo impegno è encomiabile ma cerchi ancor di più di coinvolgere le potenzialità della Università, magari scuotendo la pigrizia di qualche collega; la società va scossa dal torpore in cui vive specie in certi momenti di gravi difficoltà come in questi del nostro tempo. L’Università è il centro propulsivo del territorio dove essa è ubicata. La conoscenza scientifica rimane un volano di orientamento e di stimolo per un cammino verso una società più serena e con meno ingiustizie.
L’ Università ha un compito sociale immane e lo deve esercitare appieno specie quando la collettività è condotta verso il baratro da una classe politica non all’altezza. Grazie prof. De Caprio, la sua iniziativa sta onorando l’Università ed il Sapere, vada avanti così!

Un assiduo frequentatore




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