

IL CONSIGLIO PROVINCIALE DI VITERBO
Premesso che:
- Il contesto in cui si pone il piano di riorganizzazione della rete ospedaliera regionale origina da una situazione economica della Regione Lazio caratterizzata da un cronico disavanzo che ha reso necessario concordare con il Governo Nazionale un piano di rientro dal deficit;
- il mancato raggiungimento degli obiettivi del piano per il 2009 ha determinato il blocco dei trasferimenti dei fondi FAS, con ulteriore peggioramento dell’equilibrio economico finanziario;
Il piano della Salute 2010-2012 prevede che “ … le Regioni si impegnano ad adottare provvedimenti di riduzione dei posti letto accreditati ad uno standard di 4 per mille, comprensivo dello 0,7 per mille per la riabilitazione e degenza post acuzie”;
il piano Sanitario Regionale 2010-2012 ha determinato la suddivisione dello standard in 3,3 posti per mille abitanti per acuti, 0,55 per la riabilitazione post-acuzie, 1,15 per la lungodegenza medica;
la sanità nazionale, alla luce dei notevoli progressi scientifici e tecnologici è da considerare nella sua dinamicità interna, settore in continua evoluzione con necessario e conseguente rinnovo complessivo della sua organizzazione;
Considerato che
- In rapporto al numero di abitanti al censimento 2009, la Regione ha proposto una riduzione complessiva di 666 posti letto per acuti, 1203 posti di riabilitazione post-acuzie, 623 posti di lungodegenza medica;
- la proposta regionale prevede inoltre una suddivisione del territorio in quattro macro-aree, per cui la provincia di Viterbo rientrerebbe nella macroarea 4 insieme alla zona Roma nord, unitamente alle Aziende Ospedaliere del Pol. Gemelli, San Filippo e Sant’Andrea ed alla provincia di Rieti;
Pur nella necessità economico finanziaria su cui si fonda il piano, alcune delle soluzioni proposte necessitano di essere riviste alla luce delle seguenti considerazioni:
- la provincia di Viterbo, considerata per i suoi abitanti (315.539) ha attualmente 664 posti letto per acuti, suddivisi nei 6 presidi ospedalieri pubblici, aperti sul territorio provinciale e risulta quindi posizionata ben al di sotto del parametro nazionale;
- analoga carenza è attualmente, sul territorio provinciale relativa alla distribuzione dei posti in strutture di lungodegenza medica e RSA;
- alcune realtà radicate sul territorio non possono essere cancellate sulla base di mere considerazioni numeriche, peraltro al limite dei parametri richiesti, laddove alcune di esse rappresentano un punto di riferimento per tutta l’area nord della Regione e come strutture di eccellenza dell’ospedale provinciale. I richiamati parametri per altro, risultano non coperti e non fanno espresso riferimento alle caratteristiche, all’estensione e alla particolare orografia del territorio;
- peraltro appare problematico, l’identificazione del polo viterbese nella citata macro area a fronte di una viabilità pesantemente deficitaria nel collegamento tra Viterbo e Rieti;
Tutto ciò premesso
Il Consiglio Provinciale di Viterbo
al fine di tutelare la richiesta di salute del territorio e l’esigenza di tutti i cittadini di trovare adeguata risposta ai propri bisogni di salute, nella piena condivisione:
- della obiettiva necessità di un deciso contenimento dei costi relativi alla Sanità, così come peraltro indicato dalla stessa Regione Lazio;
- di una razionalizzazione della rete ospedaliera dell’intera Regione, che miri ad offrire all’utenza, nelle differenziazioni della domanda, servizi di elevata qualità e professionalità;
Chiede
Che la Regione fissi la definizione del Piano di riorganizzazione della rete ospedaliera della Provincia di Viterbo, individuando i seguenti obiettivi del tutto prioritari per il territorio:
· al Commissario ad acta l’immediata modifica dei decreti n. 48 istitutivo della macroarea, n. 56 con il quale si chiudono i reparti di ostetricia dei nosocomi di Civitacastellana e Tarquinia, n. 59 con il quale si chiude il reparto di oncologia dell’ospedale di Civitacastellana, per andare verso una riqualificazione vera, rispettando i parametri contenuti nel Patto nazionale della Salute ed in linea con le esigenze di razionalizzazione, ma ben tenendo in debita considerazione le esigenze dei cittadini della Tuscia ed il diritto alla salute;
Impegna
Il Presidente della Provincia di Viterbo a dare corso alle conseguenti iniziative che prevedano: