

La terra continua a tremare in Abruzzo e in tutta l'Italia centrale: ieri sera, alle 21,40 altra forte scossa pari ad una magnitudo 4,9 della scala Richter, la quarta per intensità delle circa mille che si sono registrate dalla sciagurata notte del 6 aprile.
L'epicentro è stato individuato a tre chilometri dal comune di Capitignano, a nord dell'Aquila, dove ormai si sta spostando il centro sismico. La scossa è stata avvertita fino a Roma e distintamente anche nella Tuscia, dove fortunatamente non sono stati registrati danni a persone o cose.
Così non è stato purtroppo per L'Aquila, dove la scossa ha causato il crollo di un'altra palazzina del centro, in via Roma.
Alle 5,22 del mattino un'altra scossa è stata avvertita dalla popolazione, ormai terrorizzata ed esausta, ma di intensità minore: 3,7 della scala Richter.
Intanto alle 11 si sono svolti i funerali di stato per 205 vittime, celebrati nella piazza d'Armi della Caserma della Scuola Ispettori della Guardia di Finanza dal segretario di stato Vaticano Tarcisio Bertone, con la presenza di tutte le massime cariche istituzionali. Una numerosa e composta folla ha dato l'ultimo saluto ai propri cari, anche se molti funerali verranno nuovamente celebrati in forma privata, e 150 salme saranno sepolte nel cimitero dell'Aquila
In questa giornata di lutto nazionale l'Italia si è fermata a commemorare le 289 vittime del terremoto, stretta in un abbraccio comune alla popolazione abruzzese, piegata dall'evento sismico ma pronta a rialzarsi per ridare un volto alla propria città.
Impressionanti i numeri di questa tragedia:
- 289 vittime, di cui 20 bambini;
- una ventina i dispersi;
- 1600 circa i feriti, di cui 179 gravi;
- 29.000 sfollati: 17.000 nelle tendopoli e circa 10.000 negli hotel;
- 8.500 i soccorritori impegnati sul territorio.