ANNO 27 n° 281
Il piano regionale dei rifiuti mette in difficoltà il centro destra in Provincia

Riceviamo e pubblichiamo

Relazione sull’attività svolta dell’Osservatorio ambiente e legalità e Piano regionale di gestione dei rifiuti, questi i temi all’ordine del giorno della Commissione ambiente della provincia di Viterbo che i consiglieri avrebbero dovuto trattare proprio durante la seduta prevista per ieri. Sì, i consiglieri infatti avrebbero dovuto affrontare in particolare il delicato quanto mai urgente e importante Piano regionale dei rifiuti se una parte, la maggioranza di centrodestra, non avesse ritenuto opportuno non presentarsi ai lavori.

Nel ribadire le nostra posizione a sostegno di una corretta gestione dei rifiuti basata sulla raccolta differenziata porta a porta spinta, sulla riduzione, sul riciclo, sul recupero, sul riutilizzo, sul compostaggio domestico e di comunità per la gestione della frazione dell’umido organico, e pertanto nettamente contraria a qualsiasi ipotesi di incenerimento, dobbiamo, con rammarico, registrare l’insensibilità e soprattutto l’atteggiamento irresponsabile degli assenti, di chi dovrebbe ascoltare le ragioni di un territorio, quello viterbese, bisognoso di una seria e rigorosa politica di sviluppo sostenibile e compatibile con le sue vocazioni. Il Piano regionale dei rifiuti, ricordiamolo, presentato agli amministratori martedì pomeriggio nella sala delle conferenze della provincia, appare per le sue caratteristiche contraddittorio, senza prospettive e visioni.

Da una parte, obbliga i comuni che non hanno introdotto la raccolta differenziata a farlo entro sei mesi dalla sua applicazione, dall’altra, spinge sul trattamento e sulla trasformazione dei rifiuti in combustibile da rifiuto per alimentare i nove (cinque realizzati e quattro da realizzare) impianti laziali di incenerimento. Non è un caso che proprio oggi si parli con forza di un piccolo “termovalorizzatore” per le sole esigenze della Tuscia, quando invece è possibile chiudere il ciclo senza bruciare e senza aprire nuove discariche.

Questo modo di comportarsi non tiene conto degli esempi nazionali e provinciali, dove con successo e con orgoglio sono stati introdotti nuovi stili di vita, fondati su consumi critici e responsabili, e tante piccole e grandi buone pratiche locali. E ancora, non tiene soprattutto conto delle aspettative delle popolazioni, che esigono vivere in ambienti salubri, non inquinati e non abbandonati alla speculazione di pochi.

 Il piano regionale dei rifiuti mette in difficoltà il centro destra in Provincia, dove la volontà di alcuni consiglieri di maggioranza di non partecipare alla commissione ambiente è stata una chiara dimostrazione della contrarietà alla posizione dell’Assessore Equitani e del Presidente Meroi di realizzare un inceneritore nella nostra Provincia. Un impianto che servirà soprattutto per smaltire i rifiuti di Roma viste le difficoltà del Sindaco Alemanno e del Presidente Polverini di trovare una soluzione alternativa alla chiusura della discarica di Malagrotta e all’impossibilità di attivare l’impianto di Albano

 Bengasi Battisti, consigliere PD

Mirco Luzi, consigliere PD




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