

VITERBO - “Se avessi saputo chi erano oggi non sarebbero in galera ma al cimitero. Ce li avrei mandati io. Spero che non escano più dal carcere. Che muoiano dentro”. Questo l’amaro sfogo di Pasquale Rizzello, padre di Marcella, la giovane di 30 anni assassinata a coltellate il 3 febbraio scorso nella sua casa di Civita Castellana, accorso presso il comando provinciale dei carabinieri per ringraziarli non appena è stato informato del fermo dei presunti assassini della figlia.
“Ho perso una figlia, quindi non posso dire di essere felice – aggiunge -, ma i carabinieri ci hanno fatto un grande regalo, che aiuterà mia moglie e me a essere meno angosciati. Oggi – dice ancora – è San Pasquale, il mio onomastico. Gli investigatori, fermando gli assassini della mia Marcella, mi hanno fatto il regalo più bello del mondo. La mia famiglia sarà loro eternamente grata”.
Alla domanda se avesse mai ipotizzato un epilogo del genere, risponde: “I carabinieri avevano subito intuito che Marcella era stata uccisa durante un furto e anche che l’omicida potesse essere un balordo. Io mi sono sempre fidato di loro e ho fatto bene”.
Infine, il suo pensiero corre alla nipotina Giada, che oggi ha 18 mesi, sotto i cui occhi è stata accoltellata la madre. “Giada sta bene – afferma -, cresce bene. Vive un po’ con il padre e un po’ con noi. Facciamo tutto il possibile per farla stare serena. Certo – sottolinea – nessuno può essere in grado di sostituire la madre, ma a noi appare tranquilla”.