ANNO 27 n° 280
Il Coldwell Banker Tuscia non frena la corsa della capolista Virtus Roma
13/12/2010 - 13:50

VITERBO - La giovane formazione viterbese nulla ha potuto contro la più quotata squadra romana in una partita dai toni variegati e caratterizzata da un rendimento altalenante per i padroni di casa.

Al fischio iniziale tuttavia il Tuscia parte bene e risponde con padronanza alla Virtus che non fa mistero delle proprie velleità. Fino alla trequarti del primo set, per il sestetto di casa funziona quasi tutto e la Virtus con un certo disagio non riesce a staccarsi, anzi sembra patire il gioco viterbese, sbagliando un po´ troppo in battuta e in attacco. Poi il solito momento di 'buio' per un filotto di 5 errori che condanna la squadra di casa a soccombere nel primo parziale. Si va al secondo con la certezza di poter riprendere la continuità di rendimento delle fasi iniziali di partita, ma il Tuscia è come una radio libera ancora nella fase delle 'prove di trasmissione' e ogni tanto si sconnette e proprio su uno dei pezzi migliori messi in onda. Così, incomprensibilmente e puntuale come il mattino che segue la notte, nel secondo set, dopo essere pure stati avanti, eccoti il filotto di amenità a tutto vantaggio della Virtus, che approfitta ed allunga inesorabilmente. Così nasce e muore una sconfitta per 3 a 0 in casa.

Una formazione giovane, quella viterbese, ancora acerba; un collettivo che deve guardarsi dentro e fare autocritica costruttiva per darsi risposte concrete e maturare in fretta. Lo sport non concede tempo, né fa sconti. L´agonismo di per se è un concetto di esaltazione a danno dell´avversario da rinnovare in ogni gara. Competere vuol dire sorpassare o rimanere indietro, misurarsi con tutta la convinzione di primeggiare o cedere al più forte. Non c´è più tempo per nuovi errori. Questa è una sconfitta che ci sta tutta, per gli esiti inequivocabili del campo.

Unica nota positiva è la buona e confortante prestazione individuale di alcuni atleti che stanno dimostrando una costante crescita tecnica ed agonistica a premio del duro lavoro sin qui svolto. Per altri invece non c´è più tempo e dovranno decidere senza indugio, ognuno per proprio conto, di crederci e sacrificarsi per il rispetto di se stessi, per il gruppo, per gli allenatori, gli sponsors ed i dirigenti della società, per quanti insomma credono in quello che fanno con passione, senza riserve e con tanto impegno. Un altro modo non c´è. In ciò consiste la pallavolo ed ogni squadra vive di questo.




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