ANNO 27 n° 298
Il "borsino" delle provinciali - Il Pd tenta l'Udc ma Sinistra e Libertà e Rifondazione si defilano

Il "borsino" dell'Udc indica un segno positivo per il Partito Democratico nella corsa verso la conquista di Palazzo Gentili.

La trattativa però non è chiusa né con il Pd né con il Pdl, anche se l'offerta della presidenza e le difficoltà che sta incontrando Meroi come candidato presidente del Pdl, stanno spostando il baricentro dell'Udc verso l'alleanza con i Democratici.

La strenua resistenza nel Pdl della componente di Forza Italia che vorrebbe candidare Paolo Equitani, infatti, farebbe saltare l'ipotesi Meroi e con essa anche tutto il delicato meccanismo che avrebbe investito anche l'amministrazione comunale con l'allargamento della maggioranza all'Udc e con una sorta di eventuale staffetta tra Meroi e Santucci: il primo a Palazzo Gentili, il secondo a Palazzo dei Priori.

C'è poi la "sirena" della presidenza, offerta dal Pd, che non lascia del tutto indifferente l'Udc. Anzi.

In questo quadro le "quotazioni" di queste ore danno il 60 per cento di possibilità che per via Saffi il partito di Gigli e Santucci si allei con il Pd. In tal caso il candidato presidente sarebbe proprio del partito centrista, ovvero Gianmaria Santucci.

Ma, sempre in tal caso, la nuova e inedita coalizione perderebbe il sostegno di Sinistra e Libertà che candiderebbe alla presidenza un docente universitario, e quello di Rifondazione Comunista, anch'essa pronta a concorrere con una propria lista e con l'attuale assessore Giuseppe Picchiarelli a candidato presidente.

 




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