

Angelo Marroni, garante dei detenuti del Lazio, sta pensando di organizzare i corsi di laurea per detenuti al carcere di Viterbo, dopo analoga iniziativa avviata a Pelermo.
"Il nostro progetto di teledidattica, che da tre anni coinvolge il carcere di Rebibbia e l'università di Tor Vergata a Roma - spiega - è un'iniziativa eccellente, una grande offerta formativa con lezioni tenute dai docenti. Ai detenuti che diventano studenti manca la dimensione dello studente "vero" e quindi poter, anche solo in videoconferenza, entrare in contatto con le dinamiche universitarie. Questo, tuttavia, è consentito dagli incontri bisettimanali con gli assistenti dei professori".
Sul progetto avviato a Palermo, poi, Marroni spiega come "un'iniziativa del genere non sia facile da attuare e questo non a causa della mancanza di risorse economiche, che invece arrivano dalla Regione Lazio, ma perchè si tratta di una macchina molto complessa".
"Con l'università della Tuscia - conclude Marroni - si pensa di ripetere l'iniziativa nel carcere laziale grazie anche ai pochi detenuti presenti (600). L'unico limite del nostro progetto è che non può coinvolgere Facoltà che necessitano della presenza quotidiana di laboratori e docenti". A Rebibbia i detenuti che hanno la possibilità di studiare giurisprudenza, economia e lettere sono 30 su una popolazione carceraria di 1.300.