ANNO 27 n° 282
I vincitori del Premio Cardarelli

TARQUINIA - L’italianista Giorgio Ficara e la saggista e scrittrice egiziana Radwa Ashour sono i vincitori del Premio Tarquinia Cardarelli rispettivamente per la critica letteraria italiana e internazionale.

L’VIII edizione del Premio si terrà venerdì 11 e sabato 12 dicembre a Tarquinia. Da quest’anno alla sezione dedicata alla critica internazionale, la critica italiana e l’opera prima si aggiunge anche quella  per la Storia della letteratura e la Filologia.

Il Premio, presieduto da Massimo Onofri, e con una giuria formata da Raffaele Manica e Filippo La Porta, tutti esponenti della ‘nuova critica letteraria’, ha deciso di dedicare quasi tutta l’attenzione del Premio alla riflessione critica e alla forma saggistica, augurandosi nei prossimi anni, di diventare un punto di riferimento nel panorama della critica letteraria, anche in considerazione dei riconoscimenti devoluti ai vincitori che sono tra i più generosi dell’ampio scenario dei premi italiani.

Gli altri  premi assegnati sono andati:

- Premio per la Storia della letteratura e la Filologia: Nino Borsellino

- Premio per l’Opera prima di critica letteraria: Alice Cencetti
"Giovanni Pascoli. Una biografia critica" (Le Lettere, 2009)

- Premio di Poesia: Nino De Vita

- Premio per la piccola e media editoria: e/o

 

La cerimonia di premiazione si terrà a Tarquinia sabato 12 dicembre alle 18, nella chiesa di Santa Maria in Castello, e sarà condotta da Serena Dandini.

 

 


L'11 dicembre, intanto, a partire dalle 17.00, nella Sala Consiliare del Comune, avrà luogo il processo virtuale e mediatico a un importante protagonista dell’attuale stagione culturale: Enrico Mentana. La giuria del Premio, composta da Massimo Onofri, Raffaele Manica e Filippo la Porta, individua un autore, o un libro, che già protagonista della stagione culturale e letteraria, viene sottoposto ad un vero e proprio processo, diventando imputato davanti a un pubblico ministero e a un avvocato difensore. Saranno cento cittadini di Tarquinia, alla fine delle arringhe, a condannare o ad assolvere l’imputato.



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