Giornata internazionale contro la violenza alle donne
E’ stata celebrata con un giorno d’anticipo la ricorrenza internazionale contro la violenza alle donne. E’ oggi, 25 novembre, infatti il giorno in cui tutto il mondo ricorda i soprusi fisici e psicologici che hanno subito e che continuano a subire le donne.
Ieri nella sala conferenze della Camera di commercio, alla presenza degli studenti, si è tenuta l’iniziativa organizzata dalla Provincia di Viterbo per sensibilizzare su questa tematica.
Erano presenti il presidente della Provincia di Viterbo Alessandro Mazzoli, la consigliera di Parità Daniela Bizzarri, la consigliera delegata alle Pari opportunità Lina Novelli, le donne del Cpo (Comitato pari opportunità) e del forum delle Pari opportunità di Palazzo Gentili, Vita Sozio in rappresentanza del mondo dell’imprenditoria femminile e tutte le donne impegnate in questa battaglia.
La giornata è stata istituzionalizzata dalla Provincia attraverso l’approvazione di una mozione presentata in consiglio dalla stessa Novelli. Lo scopo è proprio quello di sensibilizzare istituzioni e popolazione grazie a iniziative come quella di lunedì, finalizzate al rifiuto di ogni forma di violenza e all'accoglienza delle sue vittime.
“Quello della violenza sulle donne – ha detto il presidente Alessando Mazzoli – è un triste fenomeno che va affrontato per cercare, non solo di farlo diminuire drasticamente, ma di risolverlo. Purtroppo non si fa che contare casi di violenza, sopruso e discriminazione. Queste giornate servono quindi a sensibilizzare in maniera capillare perché è necessario che tutti sappiano cosa succede anche nel nostro territorio e che attraverso questo opera si possa presto scrivere la parola fine”.
Durante la mattina è stata letta una poesia sulle donne da Vita Sozio ed è stato proiettato un cortometraggio realizzato dal regista Antonello De Leo dal titolo "Guinea Pig”, con l’atleta Fiona May, David Brandon e Henry Garret.
“Le statistiche su questo fenomeno – ha spiegato la consigliera di Parità Daniela Bizzarri – parlano chiaro: una donna su tre subisce o ha subito violenza. E inoltre il 60% delle morti avviane per violenza in famiglia o fuori dalla famiglia. Si tratta quindi un fenomeno a carattere mondiale e purtroppo in crescita. Io credo che educare i ragazzi su queste tematica sia un modo per evitare che in futuro continui questo trend. Per questo faccio un appello agli insegnati affinché possano trovare momenti per far riflettere i ragazzi su fenomeni. E faccio un monito agli studenti affinché portino questi messaggi, di rispetto della persona, anche fuori dalla scuola, nei luoghi dove purtroppo avvengono spesso soprusi e violenza .
Dal dibattito di ieri è emerso che purtroppo la violenza alle donne è anche un fenomeno trasversale perché investe tutte le classi sociali e che non si può attribuire la violenza solo all’ignoranza, alla povertà economica. Al contrario tali comportamenti si riscontrano ovunque e dovunque e la difficoltà maggiore per le donne è denunciare i soprusi.
“L’arma più potente di cui disponiamo – ha concluso Lina Novelli – è la parola che educa e sensibilizza, che scuote e fa riflettere e che può aiutarci a cambiare la rotta. Sono molto soddisfatti dell’iniziativa di ieri perché è stata molto partecipata dalle scuole superiori, e gli studenti presenti hanno compreso il messaggio che abbiamo lanciato. Ovvero: cercare di diffondere una cultura nuova e favorire percorsi già atto come l’apertura di centri per la non violenza, case rifugio, e pensare a un reinserimento nella società per le vittime. Ma per fare tutto questo serve la sinergia tra istituzioni e associazioni, perché diventa sempre più necessario che tutti contribuiscano alla progettazione di una nuova società che mette al centro la dignità umana di qualsiasi genere”.