

VITERBO - Scherza coi fanti ma lascia stare i santi, dice quel vecchio proverbio. Un adagio che Paolo Gianlorenzo, giornalista tra gli indagati nell’inchiesta della presunta Macchina del fango, deve aver preso quasi alla lettera, cambiando soltanto la grafia: dai fanti, cioè i soldati appiedati, è passato a Fanti, nel senso di Salvatore, giudice al tribunale di Viterbo.