ANNO 27 n° 281
Fioroni: in Provincia senza Udc per volontà degli ex Ds

Un ex democristiano che guida gli ex comunisti. L'immagine, fotografata e sviluppata da Giuseppe Fioroni la dice lunga (retropensieri annessi e connessi) sul momento attuale del Partito Democratico.

L'ex ministro viterbese, oggi alla prima uscita pubblica dopo la convalescenza per un'appendicite, ha riunito i suoi alla Domus La Quercia.

Solito stile sornione, solito ritardo (oltre un'ora rispetto all'orario annunciato) ma anche solita determinazione, se è vero come è vero che i poveri Francesco Ciprini e Beno Salvatori, i quali hanno provato a manifestare critiche rispetto alla gestione del partito, sono stati bollati come "non disponibili ad anteporre lo spirito di gruppo al servizio del partito". Ed è scattato pure, chissà poi perché, qualche applauso.

Poche, pochissime anzi, le volte che Fioroni è entrato nelle questioni interne del Pd provinciale. La più importante è stata quando ha parlato del mancato accordo con l'Udc per entrare in giunta a Palazzo Gentili.

L'accordo ormai è sfumato, ha detto, e, che piaccia o no, bisogna voltare pagina e andare avanti. Ma perché è sfumato, si è chiesto l'ex ministro. Sostanzialmente - si è risposto - perché gli ex Ds non avevano alcuna voglia di cambiare le cose, fornendo così la sponda allo stesso Udc, che per la verità di voglia non ne aveva molta più di loro.

Per il resto la situazione territoriale è stata spiegata attraverso la "parabola" nazionale: la linea Franceschini va benissimo - ha detto infatti Fioroni - ma inutile nascondere che il banco di prova saranno le Europee. Se le cose andranno bene ci sarà modo e tempo di andare avanti e aggiustare parecchie cose, se andranno male probabilmente ci sarà da ripensare all'intero progetto.

E intanto un ex democristiano è alla guida degli ex comunisti. Anche di quelli (tutti) che stasera erano assenti.




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