

Dopo aver festeggiato, nella mattinata di ieri, la Patrona Virgo Fidelis, i carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Viterbo, nella serata, nel corso di una rapida ed efficace operazione di polizia, hanno arrestato in flagranza di reato, tre persone di Viterbo (F.L. calabrese del 1959, ma residente da tempo a Viterbo, M.E. viterbese del 1985 e M. P. viterbese del 1966), responsabili in concorso del reato di estorsione in danno di un artigiano del luogo.
Grazie ad una denuncia di furto sporta, nel mese di giugno, da un artigiano che aveva subito l’asportazione di una pompa elettrica per pittura del valore di 7.000 €, e che era stato contatto dai tre uomini, i quali gli avevano richiesto la somma di 1.000 € per la restituzione del maltolto, si è arrivati all'arresto.
Più precisamente, i tre arrestati, cercando di effettuare il cosiddetto “cavallo di ritorno”, una pratica criminale tipica del sud Italia ed a Viterbo quasi sconosciuta, ossia la restituzione al legittimo proprietario di un bene rubatogli in precedenza dietro dazione di una somma di danaro, richiedevano alla vittima di incontrarsi con i suoi operai allo scopo di realizzare lo scambio bene/danaro alle ore 17.30 di ieri presso un distributore del capoluogo.
Grazie alla collaborazione del denunciante, all’appuntamento con M.E. e M.P. si recavano, tra l’altro, i Carabinieri del Nucleo Investigativo, travestiti da imbianchini, con un ampio dispositivo di copertura.
Effettuato lo scambio, i due sono arrestati per estorsione.
Nelle ore successive veniva rintracciato e sottoposto a fermo di p.g. anche il F.L., che, forse più scaltro, aveva fatto da organizzatore e tramite nella vicenda, ma non si era recato all’appuntamento.
Recuperato il macchinario e restituito al legittimo proprietario, i tre, al termine delle formalità di rito, sono stati trasportati alla casa circondariale di Viterbo a disposizione del Pubblico Ministero Dott. Renzo Petroselli.