

VITERBO - Arrivano dalla Provincia e dall'Ato le informazioni sull'utilizzo e sulle relative limitazioni d'uso delle acque dopo la decisione della Commissione Europea del 28 ottobre scorso di abbassare a 20 microgrammi per litro la quantità di concentrazione di arsenico consentita.
Con la mancata concessione della deroga da parte della CE, infatti, si stanno riadeguando i piani d'intervento che prevedono la realizzazione immediata di impianti di trattamento locali, con la Regione Lazio che ha già destinato un finanziamento di 8 milioni di euro, riservandosi di finanziare un secondo lotto di interventi dell'importo di 15 milioni nel triennio 2011-2013.
Per quanto riguarda la possibilità d'uso delle acque, l'Istituto Superiore di Sanità, il 30 novembre scorso, ha pubblicato sul suo sito degli indirizzi d'uso:
ARSENICO - Concentrazione: tra 10 e 20 microgrammi per litro:
Utilizzo: Tutti gli utilizzi per consumo umano, inclusi utilizzi potabili, impieghi domestici ed uso alimentare, igiene personale (incluso lavaggio denti).
Limitazioni d'uso: Reidratazione e ricostituzione alimenti (es. prodotti in polvere) e consumo da parte di bambini (inferiori a 3 anni di età); Imprese alimentari.
ARSENICO - Concentrazione: tra 20 e 50 microgrammi per litro:
Utilizzo: Tutte le operazioni di igiene personale (incluso lavaggio denti); tutte le operazioni di igiene domestica; preparazione di alimenti in cui l'acqua non sia ingrediente significativo; sia a contatto con l'alimento per tempi ridotti e venga per la gran parte rimossa dalla superficie degli alimenti (es. lavaggio e asciugatura frutta e verdura, etc.);
Limitazioni d'uso: Uso potabile; Cottura e ricostituzione di alimenti (es. prodotti in polvere); Preparazione di alimenti in cui l'acqua sia ingrediente significativo (es. minestre, tisane, caffè, etc), sia a contatto con l'alimento per tempi prolungati (es. reidratazione, salamoie, etc.); Imprese alimentari.
"Di fronte ad un periodo di tempo limitato – si legge nella nota della Provincia, concordata con la ASL di Viterbo e il Gestore Unico - relativo alla costruzione degli impianti di trattamento di cui si sta già facendo carico la Regione Lazio e alla istallazione di distributori locali di acqua potabile dearsenificata di cui l'A.T.O. sta definendo un percorso per ottenerne una più immediata fattibilità , il precedente Valore Massimo Ammissibile di concentrazione di Arsenico (VMA = 50 μg/l), secondo il parere dello SCHER (Scientific Committee on Health and Environmental Risks) potrebbe non rappresentare un rischio aggiuntivo o presentare un ridotto rischio aggiuntivo per la salute della popolazione adulta e comunque una concentrazione di arsenico compresa fra 10 μg/l e 20 μg/l non rappresenta un rischio aggiuntivo secondo la decisione della C.E.. Rimane fermo che particolare attenzione va rivolta nei confronti delle gestanti, dei neonati e dei bambini fino a tre anni di età, ai quali dovrà essere somministrata acqua con valore di arsenico minore o uguale a 10 microgrammi per litro".
"Al fine di evitare allarmismi e fornire oggettivi parametri di riferimento - continua la nota - si precisa ancora che non sono mutate le caratteristiche delle acque nel nostro territorio, che la presenza di Arsenico è di natura geologica e che le concentrazioni cui si è fatto sopra riferimento assumono interesse solo se riferite ad assunzione diretta e continuativa di 2 litri di acqua al giorno".