ANNO 27 n° 279
Emergenza agricola, protestano gli agricoltori viterbesi

Sono stati oltre cinquemila gli agricoltori della Confederazione Italiana Agricoltori (C.I.A.) che hanno preso parte ieri (martedì 24 novembre) ai sit-in promossi davanti a Montecitorio e al Ministero dell’Economia e a quello delle Politiche Agricole e forestali, per protestare contro la mancanza di Politiche Agricole strutturali da parte del Governo nazionale.

Se da parte del Governo non verranno prese decisioni concrete saranno circa 100 mila le imprese agricole che saranno costrette a cessare l’attività.
Già quest’anno più di 30 mila aziende hanno chiuso i battenti. Sarebbe un tracollo senza precedenti con un danno economico di oltre 10 miliardi di euro.
Una situazione determinata dalla crisi economica che investe il nostro paese e sulla quale , secondo la C.I.A., il governo non sta dando una risposta alle imprese agricole.
I numeri parlano chiaro, ormai siamo davanti ad una crisi del settore che non ha precedenti, le imprese agricole non riescono più a sostenere i pesanti costi produttivi, burocratici e contributivi, il tutto aggravato anche da un crollo dei prezzi per la produzione che oramai ha raggiunto toni drammatici.

La C.I.A. di Viterbo era presente alle manifestazioni. “Siamo veramente in grave difficoltà – dichiara Coretti, presidente Cia Viterbo – le imprese agricole hanno bisogno di politiche strutturali che garantiscano minori costi contributivi riguardanti soprattutto l’assunzione di manodopera nelle zone svantaggiate (come è la Tuscia).
A rendere ancora più inquietante il quadro dell’agricoltura è l’AGEA (Agenzia che eroga i contributi agli agricoltori) che ritarda i pagamenti per l’agroambiente ormai da diversi anni. 

Di fronte a questa situazione, purtroppo, il governo nazionale è assente, assolutamente inconcepibile è la finanziaria in discussione al Parlamento. Nella manovra economica di quest’anno vengono addirittura tolte le agevolazioni per l’acquisto della piccola proprietà contadina. Insomma invece di aiutare il settore primario che deve affrontare la più grave crisi degli ultimi 50 anni, il governo nazionale sembra disinteressarsi dei problemi che assillano i produttori agricoli azzerando le politiche di sostegno al settore agricolo, per questi motivi abbiamo deciso di protestare ”.
Vista la consistente crescita dei costi e il calo dei prezzi sui campi, secondo la C.I.A. c’è bisogno di una nuova politica agraria per accrescere le capacità competitive delle imprese agricole, per promuovere e difendere il ‘made in Italy’ alimentare.

Alla manifestazione era presente anche Confagricoltura Viterbo che insieme alla C.I.A. ha lanciato un appello all’unità delle organizzazioni agricole per sottolineare con maggiore forza la crisi del settore




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