ANNO 27 n° 287
E ' allarme per la situazione sanitaria a Mammagialla
Riceviamo e pubblichiamo:

Ugl medici esprime vivissima preoccupazione per le criticità che stanno emergendo presso il Carcere di Viterbo e che, in questi giorni, stanno mettendo a dura prova il personale sanitario che presta servizio presso l’Istituto di pena Viterbese. Un organico ridotto all’essenziale, composto da 10 medici e 20 infermieri che si alternano in turni serrati che prevedono solo due unità mediche in turno la mattina e una pomeriggio e notte nonché, in alcuni orari, un solo infermiere in turno (come ad esempio la notte) a fronte di settecento detenuti affetti da gravi e complesse problematiche sanitarie che spaziano dalle malattie infettive alle emergenze psichiatriche, dalle necessità sanitarie primarie dei detenuti appartenenti alle fasce sociali più disagiate ai tossicodipendenti, agli extracomunitari più disperati. Un quadro sanitario apocalittico che potrebbe a breve risentire gravemente delle indecisioni di una Regione Lazio lontana da questi problemi. La legge di passaggio della medicina penitenziaria dal ministero della Giustizia alle ASL si sta rivelando un fallimento; approssimazione, risorse insufficienti e non assegnate, assenza pressoché totale di esperti nel campo in seno alle commissioni regionali che dovrebbero legiferare in merito, dove invece sembra abbiano voce in capitolo professionisti non medici che, tra l’altro, conoscono il carcere solo marginalmente o per e-mail. Di fronte a tutto questo UGL intende richiamare l’attenzione dell’On. Marrazzo, che da giornalista di “Mi manda Rai 3” era così tanto sensibile a problemi similari e quella della ASL di Viterbo affinché si adoperino per garantire la continuità e il potenziamento dei servizi sanitari di Mammagialla. Il contratto del personale sanitario è scaduto e non è stato ancora rinnovato, i fondi assegnati dalla Regione alla ASL di Viterbo per la Sanità Penitenziaria sono insufficienti. Cresce la fuga del personale che soprattutto nei mesi estivi teme di non vedere garantito né il proprio posto di lavoro né la regolare (seppur magra) retribuzione dell’opera prestata. Questo personale infatti è oggi assolutamente demotivato proprio perché di fronte non intravede prospettive ma soltanto la fatica di dover lavorare sotto organico, a ritmi serrati poiché insufficiente e con il rischio di essere messo alla porta da un giorno all’altro. Un appello all’On Marrazzo e alla ASL di Viterbo: i sanitari del Carcere non vogliono altro che lavorare tranquilli… ma lavorare!!! Se lo sapesse il Ministro Brunetta!!!

Responsabile UGL Sanità Penitenziaria Dott. Enrico Giuliani



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