ANNO 27 n° 288
Donne scomparse, Esposito non può incontrare i genitori

Un giallo che ora si tinge di una battaglia troppo aspra. Ieri una giornata di “battaglie” dure da raccontare, iniziando la mattinata con il rifiuto ad Enrico e Maria Esposito di vedere il figlio in carcere, poi l’aspro pomeriggio a Gradoli dove si è tenuto un teso consiglio comunale che ancora una volta ha messo altre parole sul destino di una bambina di pochi anni. Lo racconta il "Corriere di Viterbo".

Mentre le agenzie battevano la notizia che Paolo Esposito, dopo cinque giorni, ha interrotto lo sciopero della sete, ma continuando quello della fame, i suoi legali si interrogavano sull’ennesima decisione degli inquirenti di vietare il colloquio del quarantaquattrenne con i genitori. Incognite emergono anche sul materiale ritrovato nel computer che Paolo aveva in via Piave, a Gradoli, sede di un partito politico.

Secondo lo stesso avvocato, Enrico Valentini, quella postazione potevano benissimo utilizzarle altre persone, e non solo Esposito.




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