ANNO 27 n° 298
Denuciato possibile inquinamento della falda acquifera sottostante una cava di basalto
Riceviamo e pubblichiamo.

Lo scorso 20 agosto 2009 le associazioni ACCADEMIA KRONOS UMBRIA, AMICI DELLA TERRA DI ORVIETO, APE, ASSAL DI ACQUAPENDENTE, COMITATO DI PROCENO, LEGAMBIENTE VITERBO, WWF DI ORVIETO hanno presentato un esposto-denuncia alle Procure della Repubblica di Viterbo e Orvieto, ai NOE- Nuclei di Tutela Ambientale dei Carabinieri di Roma e Perugia ed al Corpo Forestale dello Stato di Acquapendente. L’esposto-denuncia è sostanziato –a giudizio dei firmatari- da documentazione attestante l’inequivocabile intercettazione per lunghi periodi di tempo (dall’aprile 2006 al maggio 2009) della falda acquifera sul fronte di escavazione della cava di cui trattasi. Il filmato e le foto contenute nell’esposto mostrano infatti senza alcun dubbio, la fuoriuscita di abbondante e costante acqua dal fondo del piazzale di cava, e precisamente all’intersezione della parete del fronte di scavo con il piano rappresentato dal piazzale.

Confermando, come da sempre sostenuto dalle associazioni del territorio e da estesi studi scientifici commissionati anche da enti ed istituzioni pubblici, la natura del tipo a “multifalda” dell’acquifero del tavolato vulcanico dell’Alfina, cioè con presenza di più falde idriche (falde sospese) in interconnessione con la falda di base nelle vulcaniti, e quindi ad elevato rischio di inquinamento di tutto il sistema delle acque profonde, se esposto ad attività estrattiva. Tali tipologie di acquiferi sono infatti estremamente vulnerabili per la loro alta permeabilità, dovuta sia alla porosità delle vulcaniti (piroclastiti) che alla fessurazione dei corpi lapidei (lave) e quindi per la elevata velocità del flusso idrico sotterraneo; per cui una volta tolto lo strato superiore pedogenizzato (detto anche “terreno vegetale”, vera ed unica protezione) qualsiasi inquinante raggiunge rapidamente gli strati sottostanti.

Da qui la incompatibilità, da tempo reclamata dalle scriventi associazioni, delle attività estrattive in essere -o peggio un loro eventuale ampliamento- con l’uso della risorsa idropotabile, sia sul versante laziale che umbro, data la natura unica dell’altopiano. La risorsa idrica potabile è infatti sempre meno disponibile tanto che ha costretto gli Enti locali ad onerosi investimenti sull’Alfina per cercare di utilizzarla al meglio per tutta la popolazione di confine dei due comprensori regionali. Com’è noto infatti il “conservone” di Castelviscardo è oggetto di ripetuti riempimenti di acqua potabile, trasportata con autobotti, per sopperire alle esigenze estive. In questa situazione, già di palese carenza idrica, appare veramente incomprensibile come si possa contemplare la prosecuzione, se non addirittura l’ampliamento, di attività estrattive dichiaratamente compromettenti la qualità e quantità della risorsa idrica in questione, anche a rischio della salute pubblica, considerata appunto la particolare vulnerabilità idrogeologica dell’altopiano e la facilità di intercettazione delle falde idriche da parte di inquinanti.

Giova infatti far presente che la stessa ARPA Lazio, coinvolta dall’Assessorato Ambiente della Regione Lazio con una richiesta di supporto tecnico nella valutazione degli aspetti di natura idrogeologica riguardanti la cava in oggetto, abbia ricalcato appieno il modello di rischio idrogeologico indicato in questi anni dalle associazioni attraverso le perizie idrogeologiche (relazioni Prof. Biondi 2006 -2008), le osservazioni ai progetti di ampliamento presentati dalla ditta esercente la cava ed in totale allineamento con i numerosi studi commissionati da enti pubblici come appena sopra detto, oltre alla natura idropotabile della risorsa idrica dell’area. Il che rafforza la preoccupazione delle associazioni firmatarie circa la possibilità di analoghe interazioni nelle altre cave di basalto attive sul tavolato vulcanico (Botto, Castel Viscardo, Proceno) stante la comune natura dell’acquifero. L’esposto-denuncia ha lo scopo da una parte di sollecitare la Magistratura inquirente di intervenire come dovuto per l’accertamento di reati sussistenti in via commissiva ed omissiva, disponendo indagini di polizia giudiziaria per l’accertamento dei fatti e la punizione degli eventuali colpevoli, dall’altro vuole segnalare ancor una volta la preoccupazione delle associazioni organizzate di cittadini del territorio e di quelle ambientaliste in merito alla tendenza da parte degli enti pubblici di continuare, anzi di accelerare come sembra negli ultimi tempi, la concessione di spazi sempre maggiori per le attività di escavazione, in un’area ormai unanimemente riconosciuta a grande rischio idrogeologico, che comprometterebbe inoltre, fortemente ed in maniera irreversibile, le altre economie rinnovabili - queste sì- come l’agricoltura di qualità, il turismo legato al paesaggio, il turismo ambientale, le attività culturali, le attività legate al soggiorno residenziale, ecc.

Il Tavolo Interregionale Interistituzionale che si apre giovedì 24 settembre a Perugia e che vedrà la presenza delle due Regioni Umbria e Lazio, le Provincie di Terni e Viterbo ed i Comuni del tavolato vulcanico dell’Alfina: Orvieto, Porano, Bolsena, Proceno, Acquapendente, S.Lorenzo Nuovo, Castel Viscardo e Castel Giorgio per raggiungere l’obiettivo del “Progetto per l’Alfina” è certamente la sede privilegiata perché quanto quivi sostenuto trovi l’attenzione dovuta. Il comportamento degli enti che interverranno al tavolo sarà da noi valutato e portato alla attenzione dell’opinione pubblica affinché la comunità intera vigili sul suo operato capace -ci auguriamo- di rilanciare una economia sostenibile in questa importante area di confine che è depositaria di così tanta storia, tradizioni e bellezze ambientali che meritano di essere tutelate ed ancora usate per le generazioni a venire.

Accademia Kronos- Sezione Umbria (presidente Roberto Minervini)
Amici della Terra- Sezione di Orvieto (presidente Monica Tommasi)
APE- Ass. tutela ambiente e sviluppo economico di Orvieto (presidente Agostino Paci)
ASSAL- Associazione per lo sviluppo sostenibile e la salvaguardia dell’altopiano dell’Alfina di Acquapendente (presidente Marco Carbonara)
Comitato per la tutela e lo sviluppo compatibile del territorio Alta Tuscia di Proceno (presidente Giovanni Bisoni)
Legambiente- Circolo Coordinamento Provinciale di Viterbo (presidente Pietrina Anna Falasca)
WWF Orvieto sezione di Orvieto (responsabile Filippo Belisario)



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