ANNO 27 n° 280
Da Elda ad Alfonso, con amore…
Riflessioni di Elda Martinelli, a voce alta e con “simpatia”…
16/06/2012 - 04:00

di Elda Martinelli

 

VITERBO - Ora capisco perché non riuscivo a prendere sonno, mercoledì notte e capisco il turbinio dei miei sogni (che ti racconterò al tuo rientro da Copenaghen: magari giocandoci sopra i numeri giusti potremmo costruire il nostro tanto sognato Teatro!) e spiego il turbinio dei miei pensieri (spesso simbiotici con quelli del tuo generoso cuore e della tua meravigliosa mente) che ben conosco, se ci siamo cercati e amati da quasi quarant'anni, scegliendoci come FAMIGLIA, l'uno per l'altra, con la superlativa FAMIGLIA ALLARGATA che abbiamo creato attorno a noi, negli anni, con Laura e Alice, Arcangelo e Massimiliano, Alessandro : e poi Ramona, Raffaele, Francesco, Edoardo... ed il lunghissimo elenco di persone felici di vivere per crescere insieme e costruire una vita migliore, con l'impegno sempre in prima persona senza delegare ad altri, sostenendosi con il cuore e con i propri mezzi, senza cercare favoritismi politici o parentali: senza chiedere all'altro (come spesso dico) notizie sul suo conto corrente, sul suo orientamento politico né, tantomeno, come o con chi fa l'amore! Persone di tutte le età, con dietro le storie e le vite più diverse, ma tutti capaci di AMARE e di ASCOLTARE, che è sempre il primo passo per imparare a donare amore. Perché l’Amore, per me e per te, è quello tra due innamorati, quello che lega due fratelli (di sangue, di latte o di scelta… come il nostro), quello tra due amici, quello tra madre e figli: non ci sono sfumature o definizioni. L’Amore è Amore. Perché l’Amore non è quella cosa tanto astratta e teorizzabile, consacrabile in esclusiva da Santa Madre Chiesa o da una qualche Autorità costituta. L'Amore è semplicemente quella pianta che più coltivi con cura e più ti fa ricco con i suoi frutti. Ricaricandoti. Ed è Sacro tanto più è semplice e spontaneo, come un seme dalla forza inarrestabile. Nella nostra “FAMIGLIA in fieri” lo sappiamo bene ed abbiamo la fortuna di godere una gioia sconosciuta a tante FAMIGLIE REGOLARI, benedette e felici, ma molte volte piene di tradimenti e violenze, morali e corporali, che si accettano e si tacciono, per il perbenismo sociale o per la mancanza di forza nel rivendicare un proprio diritto. Invece tra le tante risposte che ho letto, in calce al tuo articolo (anche dirgli perfetto lo trovo limitante!) , vedo tanta terra secca, Alfonso...

Ed ho pena per queste persone così cattive ed aride, perché in fondo sono sole, incapaci di far nascere anche un filo di gramigna nella loro terra sterile. Non sanno cosa sia la gioia dell’educare, ovvero del saper tirar fuori ciò che ognuno ha dentro, a qualsiasi età, per qualsiasi persona… l’Arte della maieutica tanto auspicata nell’ambiente socratico-platonico, anche come ricerca della verità, che studiavamo a scuola e che applichiamo ogni giorno, nella NOSTRA FAMIGLIA, diversa da tutte le altre precostituite.

Arte che è un Dono: e chi ce l’ha è Padre e Madre, anche se non lo ha sancito la Chiesa, la Costituzione o la Genetica. Perché sa Amare. Nella NOSTRA MERAVIGLIOSA FAMIGLIA ALLARGATA non c’è un solo padre o una sola madre: ma un immenso Amore, che circola palpabile. Per tutti. E l’Amore, se è Amore, non è mai troppo.

Non starò qui a dirti quello che penso di Fioroni e di politici come lui (uno dei tanti, dei troppi dai quali ci lasciamo amministrare) ...né starò qui a rispondere agli individualismi, spesso offensivi e a volte vuoti, di tanti commenti fatti alle tue parole uscite nel tuo “Alambicco”. Sono solo la prova della mancanza di rispetto, di ascolto e anche di amore: sono la conferma di una vita vissuta con i paraocchi, senza la capacità di interpretare, stigmatizzando con dogmi la libertà altrui e senza mai mettersi in relazione… una vita fatta di interesse e tornaconti. Calcoli per tenersi stretta la poltroncina o la poltrona, il traballante numeri di elettori: manciatine di numeri, in questo caso…. Son cose da uomini molto molto terreni.

Ho pensato a lungo se inviarti una mail o parlarti pubblicamente, grazie a questo prezioso spazio che viene offerto a me, in primis, e a chi mi vuole leggere, riflettendo insieme “con simpatia”…

E se ho deciso di farlo sul web è per il forte senso civico che come te io sento, stanca di tutte quelle mezze persone che non si espongono mai su nulla se non a cena, al momento dell’amaro: e anche lì, spesso, sono poco più che degli spregevoli Ponzio Pilato o dei millantanti don Chisciotte.

Quelli che son tutt’altro che animali politici, come diceva Aristotele credendo l’uomo essenzialmente caratterizzato dalla partecipazione alla vita sociale e civile: il che non vuol dire essere senatore, sindaco o assessore. Così, ora, sono felice di non averti scritto una lunga lettera personale.

Questa non è una cosa personale, tra noi, Alfonso. E’ una cosa sulla quale ogni persona deve prima o poi interrogare la propria coscienza perché tocca ciò che fa andare avanti la vita. Tocca l’Amore. “Ed è l’amore che fa girare il mondo…” diceva la Duchessa ad una curiosa e sagace Alice, nel paese delle meraviglie. Questo è quello che conta.

E’ chiaro, giusto e del tutto condivisibile chiedere il massimo e non le briciole: bisogna puntare al meglio, sempre. Ci sto a chiedere il Matrimonio per tutti quelli che lo desiderino, omosessuali o eterosessuali (questa distinzione mi raccapriccia, ma non tutti “viaggiano” sulla stessa lunghezza d’onda: e la faccio) come segno di profonda condivisione del proprio Amore con gli altri: ottenendo gli stessi diritti civili (e umani) degli altri… Un Matrimonio, anche in Chiesa, se credenti: non un “riconoscimento diversificato”. Volevo essere a Bologna anch’io, sabato. Ma in questa Italia, con questi italiani, con il Papa a ottanta chilometri e venti secoli di suo fiato sul collo… cosa ti aspetti che dica e che faccia un politico viterbese?!  Sta contando i suoi voti… l’ha detto tentando di alzare la voce con Bersani.

Vorrei davvero tanto che questo diritto non fosse un sogno: o che come sogno si realizzasse. Ma noi non ci saremo. Non è per ora, Alfonso: te l’ho detto l’altra sera, a cena, prima che partissi, tagliando la torta di ciliegie… Certo, questo non deve significare non lottare, non impegnarsi per quelli che verranno. E’ giusto chiedere risposte. Noi non ci saremo. Per ora non ci resta che seminare altri semi pieni d’amore. Fuori dalle regole, forse. Ma senza disturbare mai, noi, le regole altrui: perché chi ama, ama fino in fondo. E fa girare il mondo. Non i politici.

Perciò ricorda sempre quello che siamo e che ben sappiamo, senza essercelo mai detto con parole: perché a volte le parole non servono… Ricorda con me, a ciascun figlio che ancora incontreremo e cresceremo insieme, io e te, nella nostra vita e nella NOSTRA FAMIGLIA… e ai figli dei nostri figli, a Samuele e Tommaso, che mangiano con noi pasta scotta per uscire fuori, al tramonto, nel prato sotto gli alberi, chiedendo la mano con un sorriso, per correre insieme e chiederti “pecché!?” …e addormentandosi poi esausti, in braccio, prima che arrivi il secondo … ricorda a tutti loro che non importa come o chi si ama. L’importante è Amare.

Perciò, come cantava una canzone rock che abbiamo amato da ragazzi e vissuto fino in fondo per tutta la nostra vita, 'ricorda soltanto che chi si ama non perde mai, perché libero da pensieri impuri'.




Facebook Twitter Rss