

Il Piano Casa, che dovrebbe entrare in vigore da dicembre, sembra mettere tutti d’accordo. Il concetto principale della Legge 21, appunto, permette di poter ampliare la propria abitazione del 20%. Questo creerebbe un aumento delle richieste edilizie, un traino quindi per tutti i settori che girano intorno al mattone, che potrebbe smuovere l’economia.
Questo sembra emergere dalle parole dei maggiori imprenditori ed esponenti politici del viterbese. A sostenere ciò è il nuovo presidente di Confindustria Viterbo, Domenico Merlani, che vista la sua autorità nel settore, non può non appoggiare la tesi. Presenti inoltre il Sindaco Giulio Marini che ha sottolineato l’importanza di utilizzare questa legge nel miglior modo possibile, in un momento molto complesso della città di Viterbo.
È quello che si augurano anche i cittadini della Tuscia: un utilizzo serio e intelligente, che possa far girare soldi, e che non sia una nuova fonte di arricchimento e speculazione per chi i soldi li ha già. Una legge interessante quindi ma che deve essere sfruttata al meglio per garantire dei risultati tangibili. Non per mettere le mani avanti ma il mondo è fatto di uomini, uomini che davanti a fonti certe di arricchimento, abbassano gli standard dei loro ideali e fanno cose che poi si pentono di fare, cose che diventano “normalità”, si entra in un sistema che poi finisce per sembrare quello reale e corretto, ma non è così.
Per gli ampliamenti, come riporta Emilio Capoccioni, ci sono dei divieti, come il centro storico, le aree protette e gli appartamenti non in regola. Importantissimo l’intervento sulla legge 21 di Esterino Montino che ribadisce essere una delle leggi più importanti mai fatte, creata sia per l’edilizia sovvenzionata che convenzionata. Presenti anche Ferindo Palombella, presidente della Camera di Commercio, il Professore Claudio Ubertini e l’Ingegner Rizzo che hanno ribadito quando il Piano Casa può avere effetti positivi per l’economia nazionale e territoriale, e che è un piano importante per le amministrazioni locali.
Ora sta agli addetti a sfruttare al meglio questa realtà, cercando anche di eliminare tutti i chiacchiericci che ci sono stati, ancora oggi, nelle passate gestioni amministrative locali nei confronti proprio dell’edilizia.