

Nove milioni 199mila 630 euro: a tanto ammonta il danno erariale accertato dalla Procura regionale della Corte dei conti a 53 amministratori e tecnici del Cev, la municipalizzata del Comune di Viterbo che si occupa di illuminazione pubblica, raccolta e smaltimento rifiuti e altri servizi.
Tra le persone accusate del danno erariale figurano l'ex sindaco Giancarlo Gabbianelli (An), i componenti della sua giunta, i consiglieri di maggioranza l'ex city manager Armando Balducci, tutti gli amministratori e i dirigenti del Cev.
Quattro i principali punti d'accusa mossi della Procura della Corte dei Conti: l'affidamento dei lavori che sarebbe avvenuto in violazione delle norme sulla concorrenza, l'acquisto da parte del Comune della quota azionaria che fino ad allora erano in mano ai privati, avvenuto nel 2006, gli aumenti di capitale sociale che il Comune ha coperto per ripianare le passività del Cev.
Sul crack della municipalizzata, oggi in via di scioglimento, ha indagato per mesi la guardia di finanza di Viterbo. I fatti più gravi rilevati dalle fiamme gialle e confermati dalla Procura della Corte dei Conti sarebbero avvenuti nel periodo 2004-2008.