ANNO 27 n° 296
Congresso Pd - Panunzi ha vinto. Punto. Se eleggono chi ha perso è un ribaltone

VITERBo - Enrico Panunzi ha vinto. Punto.
Se qualcuno pensa di fare somme aritmetiche per compiere dei ribaltoni del tutto estranei alla logica politica, si accomodi pure ad eleggere un segretario a suo uso e consumo.

Questa, in estrema sintesi, la posizione emersa ieri sera dopo la riunione dei delegati eletti nella lista di Enrico Panunzi a segretario provinciale del Pd.

In sostanza, dicono i delegati, il quasi 45 per cento ottenuto dal loro candidato, contro il 29 per cento di Egidi e il 23 per cento di Dinelli, è il segnale inequivocabile della volontà degli iscriti al Pd. Così come, del resto, accadde per il congresso regionale quando Morassut e Argentin, pur avendo la maggioranza aritmetica sommando le loro percentuali, s'inchinarono alla volontà politica degli iscritti del Lazio che premiarono Alessandro Mazzoli, ex presidente della Provincia di Viterbo, forte del suo 46 per cento circa.

La posizione e la strada indicata dai delegati e dai sostenitori di Panunzi, dunque, è tracciata: gestione unitaria ma segreteria provinciale al loro candidato che ha sfiorato la maggioranza assoluta.

E se Egidi, Dinelli, Sposetti e Parroncini vorranno proseguire sulla linea di un accordo annunciato e quindi dell'elezione di Egidi, che si presenterebbe "forte" del suo 29 per cento, nonostante fosse della corrente del segretario nazionale ed abbia messo in campo una potenza di fuoco senza risparmio? In questo caso, pare di capire, la parte del Pd che appoggia Panunzi si riterrebbe libera di disimpegnarsi dalla gestione, anche minoritaria, del partito.

Quel che ne conseguirà lo diranno soltanto i giorni successivi al congresso, fissato per domenica prossima.

Intanto la prima conseguenza che balza agli occhi è quella delle prossime elezioni amministrative di primavera. Elezioni nelle quali gli elettori potrebbero trovarsi  di fronte ad un Pd più che spaccato o, peggio ancora, lacerato, addirittura diverso da quello che si è conosciuto fino ad oggi.

"Se la cantano e se la suonano? - dice qualcuno lontano dai taccuini - Facciano pure, ma sappiano che si prenderanno una grave responsabilità".




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