ANNO 27 n° 281
Condannato l'avv. Deodato per la truffa alla cassa di previdenza dei ragionieri

VITERBO - L'avvocato Pietro Deodato è stato condannato a complessivi otto anni di reclusione per truffa aggravata e appropriazione indebita, perché riconosciuto colpevole di aver sottratto sette milioni e mezzo di euro alla Cassa di previdenza dei ragionieri.  Nella vicenda era coinvolto anche padre Terenzio D’Ortenzio, religioso della Congregazione Figli dell’Immacolata Concezione e direttore della casa di cura Villa Santa Margherita di Montefiascone, che era stato accusato di riciclaggio insieme a padre Eugenio Lucchetti, suo confratello, per l’ammanco di 7,5 milioni di euro dal fondo pensione della cassa di previdenza dei ragionieri. Il religioso lo scorso gennaio era stato prosciolto dalle accuse.

 

 

Per l'avvocato Alessandro Diddi, legale dell'Istituto pensionistico di categoria, presieduto da Paolo Saltarelli, “e' stata accolta integralmente la linea difensiva della Cassa ragionieri, peraltro già  condivisa dal pubblico ministero”. “Riteniamo giusto il trattamento sanzionatorio – continua -  non solo alla luce della gravità  dei fatti ma anche del comportamento processuale dell'imputato, il quale nell'arco dei tre anni di dibattimento  non ha mai avanzato alcuna proposta di restituzione delle somme illecitamente sottratte, malgrado avesse continuato a svolgere l'attività  professionale, come ammesso da un teste convocato dalla sua stessa difesa”.

 

La seconda sezione del Tribunale di Roma ha inoltre disposto, nei confronti dell'avvocato Pietro Deodato, l'interdizione perpetua dai pubblici uffici e, per cinque anni, dall'esercizio della professione forense, oltre che una provvisionale, immediatamente esecutiva, di 300mila euro a favore della Cassa ragionieri, di 35mila euro a favore dell’ex presidente Paolo Salvadori e la liquidazione dei danni in separata sede e il pagamento delle spese processuali, con la pubblicazione della sentenza su due quotidiani.




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