ANNO 27 n° 280
Conclusi i prelievi sul pick up di Paolo Esposito
19/01/2011 - 19:35

di Margot

Gli avvocati Mario Rosati ed Enrico Valentini lavorano a tamburo battente, perché hanno in mano le carte dei due fatti di cronaca nera più eclatanti degli ultimi anni: il giallo di Gradoli e il delitto di Civita Castellana. E, questa mattina, l’ormai inossidabile coppia si è divisa i compiti: Valentini era nel tribunale civitonico per il processo che vede imputato di Giorgio De Vito (accusato di aver ucciso Marcella Rizzello) per furto aggravato, mentre il collega Rosati era in quel della Capitale, dove nel primo pomeriggio di oggi si sono conclusi gli accertamenti sul pick up sequestrato nel mese di novembre dai carabinieri del Racis. Mezzo che, secondo la pubblica accusa, Paolo Esposito avrebbe utilizzato per trasportare i corpi di Tatiana e della figlia Elena, dopo averle uccise con la complicità dell’amante (e cognata) Ala Ceoban.

“Sono stati eseguiti ulteriori prelievi, tredici per l’esattezza”, ha spiegato l’avvocato Rosati, che ha seguito le operazioni passo dopo passo insieme al noto penalista Pierfrancesco Bruno, difensore di Ala. E tutto sarebbe andato da copione se non fosse stato per un piccolo (mica tanto) “incidente di percorso”. “Quando siamo arrivati abbiamo trovato il pick up privo di sigilli”, ha detto Rosati. “Probabilmente – ha aggiunto – non erano stati apposti dopo gli ultimi prelievi dattiloscopici eseguiti dalla dottoressa Fattorini, quando noi della difesa non eravamo presenti”. Il fatto ha lasciato piuttosto basiti i legali che, infatti, si riservano dal sollevare eventuali eccezioni.




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