

di Codadilupo
VITERBO – “Would you buy a used car from this man?”. “Comprereste voi un’auto usata da quest’uomo?”. Sì, lo so: la domanda non è originale. E’ stata già posta agli americani 63 anni fa, in occasione di una storica campagna elettorale che vedeva contrapposti il democratico John F. Kennedy al repubblicano Richard Nixon. Fu stampata su un manifesto insieme all’immagine minacciosa di Nixon. Ad inventarla, secondo alcuni, fu l’allora famosissimo comico Mort Sahl, che scrisse alcune battute per i discorsi di Kennedy, mentre secondo altri fu il giornalista politico Noel Parmentel. Chiunque sia stato l’ideatore, gli va riconosciuto il merito di aver coniato uno degli slogan politici più famosi del mondo.
Senza voler fare raffronti offensivi (per gli Usa e per Nixon), quella frase, in tempi di mercato delle vacche, pardon degli apparentamenti, in vista del ballottaggio del 9 e 10 giugno per l’elezione del sindaco di Viterbo, ben si attaglia alla situazione locale. Tre degli aspiranti cittadini trombati al primo turno, Gianmaria Santucci, Andrea Scaramuccia e Filippo Rossi, si sono messi sul mercato e fanno bella mostra di sé ai due contendenti al rush finale: Leonardo Michelini (centrosinistra) e Giulio Marini (centrodestra).
Santucci è già riuscito a piazzarsi con il centrodestra. Scaramuccia è lì lì per farlo. Rossi, forte del 12% ottenuto il 26-27 maggio scorso, invece, è impegnato in una strenua trattativa a tutto campo per strappare il “prezzo” migliore a uno dei possibili acquirenti.
Per lui, l’uno e l’altro pari sono. Ciò che conta è la posta in palio. I rumors dicono che punterebbe alla carica di vicesindaco e, grazie al meccanismo dell’apparentamento, a portare in consiglio comunale un paio di fedelissimi in più. In particolare vorrebbe far entrare dalla finestra quel Claudio Margottini, assessore all’Ambiente nella giunta di centrodestra di Orvieto, al quale gli elettori hanno impedito di entrare dalla porta.
“Comprereste voi un’auto usata da quest’uomo?”: il quesito dovrebbero porselo Michelini e Marini, ricordando quanto Rossi ha detto e scritto di loro. E’ vero che il sindaco uscente, indietro di oltre 10 punti rispetto al candidato del centrosinistra, si trova in un cul de sac e che per tentare di uscirne è disposto a tutto e di più. Ma a che prezzo? Qualora Marini riuscisse a vincere si troverebbe a governare la città con una coalizione frastagliatissima e, soprattutto, il gruppo consiliare del suo partito potrebbe essere messo in minoranza in qualunque momento. Uno come Marini, al quale le divisioni orizzontali e verticali del Pdl hanno fatto vivere cinque anni tribolatissimi, scanditi da rimpasti di giunta e dimissioni presentate o minacciate, ci dovrebbe pensare bene prima di acquistare l’auto da Rossi.
Correrebbe rischi minori Michelini. Ma anche per lui il prezzo sarebbe alto. Innanzitutto, i suoi elettori, la maggior parte dei quali provengono dalle fila del Pd, non gradirebbero l’apparentamento con la lista di destra-destra di Rossi. E poi, i consiglieri di Viva Viterbo, pur non essendo in grado di far venir meno la maggioranza, potrebbero comunque assottigliarla. E siccome qualche altra defezione potrebbe sempre verificarsi... Anche lui farebbe bene a viaggiare con la sua auto.
Altrimenti il rischio che potrebbe correre l’amministrazione comunale prossima ventura e che gli venga affibbiata un’altra celebre frase coniata negli Usa: ''Fix It Again, Tony!''. ''Aggiustala ancora, Antonio!'': così chiamavano le auto Fiat a Chicago per i continui guasti al motore.