ANNO 27 n° 288
Comparto sanità: "Il contratto firmato è punitivo"

Riceviamo e pubblichiamo.

Rivolgo a tutti i colleghi della Sanità questo breve messaggio per racchiudere in una cornice, la più dettagliata possibile, la cronaca di un danno economico, peraltro ampiamente annunciato, che si evidenzia nel rinnovo del Contratto Nazionale di Lavoro, una conclusione, questa, particolarmente sofferta che, inspiegabilmente, ha suscitato grande soddisfazione in taluni Sindacati e, in altri, ha originato profondo sdegno in ossequio all’amara evidenza per un contenuto economico e non solo, al limite della sopravvivenza.

Il 21 agosto 2008, un certo signore, servendosi della pagine di un noto quotidiano locale, mi accusò apertamente di essere un bugiardo ed un calunniatore solo perché, in veste di “consigliere comunale”, in occasione del ferragosto, rivolgendo un sentito ringraziamento a tutti gli operatori sanitari per quanto, da sempre, garantiscono sul piano assistenziale, mettevo in rilievo che, a fronte di tale encomiabile impegno, ricevessero in cambio assurdi e provocatori aumenti economici, come gli 8 € lordi mensili, nel 2008, stanziati per il rinnovo del Contratto Nazionale.

Ebbene, a giochi conclusi, basta prendere visione della tabella annessa al documento contrattuale per rendersi conto che gli aumenti, nel primo anno del biennio 2008-2009, vanno da € 6,42 mensili lordi per il livello più basso, ad € 11,55 mensili lordi per il livello più alto, ossia, di media, circa 8 € mensili.

Con le sue parole altisonanti, il mio fustigatore di turno, nello squallido tentativo di addossare responsabilità politiche ad una certa parte e non all’altra, non toglie nulla alla miserevole considerazione economia e normativa che umilia oltremodo i professionisti della Sanità, infermieri, tecnici, operatori s/s, amministrativi, ancora una volta alle prese con una storia contrattuale che assume toni fin troppo “folcloristici” nel racconto di pomposi dirigenti politici e sindacali, ma assolutamente amara e subita da tutti coloro che già annaspano in serie difficoltà quotidiane e che, comunque, si aspettavano ben altri riconoscimenti.

Esaurita questa tormentata fase contrattuale, per “grazia ricevuta”, i pubblici dipendenti non dovranno più aspettarsi una scadenza economica “biennale” ma sospirare in santa pace la durata “triennale” del nuovo assetto contrattuale, peraltro anche questo acclamato, in sede sindacale, come una “interessante innovazione per i Lavoratori”, nonostante l’evidente allungamento dei tempi per un recupero salariale sempre più in “debito d’ossigeno” per garantirsi una vita normale e dignitosa.

A questo punto, non ci resta che sperare nei rivoluzionari provvedimenti del…simpatico Ministro Brunetta che, tra minacce di arresti e sfracelli vari, tutti a carico dei cosiddetti “fannulloni del Pubblico Impiego”, metta in campo, finalmente e concretamente, tutte le risorse economiche necessarie per onorare la professionalità e le responsabilità della stragrande maggioranza degli operatori della Sanità, magari dopo che la Commissione da nominare e di sua personalissima invenzione, composta da 5 esperti di “elevata professionalità”, il cui costo è stimato in 4+4 milioni di euro ( 16 miliardi delle vecchie lirette ), valuti adeguatamente la “performance” individuale di ciascun dipendente.

Non tutto è perduto, perché, nel frattempo, con le somme degli “arretrati”, tutti noi potremmo acquistare qualche gelato in più per questo imprevisto caldo che già preannuncia una estate di fuoco sul piano meteorologico ma, purtroppo, un’estate al verde per le nostre tasche.

Roberto Talotta, dipendente ASL di Viterbo




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