

VITERBO - Una delegazione di carrozzieri della Tuscia associati alla Cna ha partecipato, questa mattina, a Roma, agli Stati generali delle imprese di carrozzeria convocati dalle associazioni di categoria, mobilitate contro la norma sui risarcimenti contenuta nel decreto legge sulle liberalizzazioni.
Soddisfatti il presidente provinciale di Cna Servizi alla Comunità -Carrozzieri, Gianfranco Bugiotti, e il responsabile, Luca Fanelli, per aver incassato, a pochi giorni dal “no” della Commissione Giustizia del Senato all’articolo contestato, l’impegno dei parlamentari intervenuti a sostenere le ragioni degli imprenditori nelle prossime tappe del dibattito sul provvedimento. “Abbiamo registrato, da parte di tutti i partiti, la piena condivisione della nostra richiesta di cancellazione di una norma che -affermano- limita la libertà dei cittadini e altera la concorrenza nel mercato delle riparazioni di auto”.
Secondo il comma 2 dell’articolo 29 del decreto proposto dal governo, in caso di incidente automobilistico si può scegliere tra il risarcimento “in forma specifica”, che prevede la riparazione gratuita del veicolo da parte dell’officina di carrozzeria convenzionata con l’assicurazione, e il risarcimento “per equivalente”, che consiste nel rimborso del danno dalla propria compagnia di assicurazione. Nella seconda ipotesi, il cittadino può sì rivolgersi al proprio carrozziere di fiducia, ma deve rinunciare al 30 per cento dell’importo che gli spetta.
“Altro che liberalizzazioni. L’automobilista, di fatto, non sarebbe libero di farsi riparare l’auto da chi vuole o di chiedere di essere risarcito in denaro, perché perderebbe ben il 30 del risarcimento dovuto dall’assicurazione”, dicono Bugiotti e Fanelli, che evidenziano anche i riflessi pesanti dell’eventuale approvazione della norma sul settore.
“Si colpirebbero, in Italia, 14.000 aziende di carrozzeria indipendenti. Secondo i dati forniti questa mattina, sarebbero messi subito a rischio ben 4.000 imprese e 16.000 posti di lavoro. Noi non ci stiamo. La mobilitazione prosegue. Vogliamo che non solo si elimini il comma 2 dell’articolo 29 ma venga finalmente istituito, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, un tavolo per una seria riforma del Codice delle assicurazioni”, concludono i rappresentanti della Cna.
I Carrozzieri di Confartigianato, non ci stanno e sollecitano al Parlamento la cancellazione del comma 2 dell’art. 29 del Decreto Legge 1/2012.
“Se venisse attuata questa norma – sottolineano Andrea De Simone, segretario provinciale di Confartigianato – oltre a ledere la libertà di scelta dei consumatori, si metterebbero in ginocchio le 14.000 imprese di carrozzeria indipendenti che non operano in convenzione con le compagnie di assicurazione. I nostri carrozzieri di Viterbo e della provincia non restano fermi vogliono maggior rispetto per la loro categoria e sollecitano l’abrogazione del comma 2 dell’articolo 29 del decreto liberalizzazioni.
Inoltre, il segretario De Simone sottolinea che la norma è incostituzionale perché aggira la sentenza n.180 della Corte Costituzionale del 19 giugno 2009, dove viene confermato che il sistema del risarcimento diretto è facoltativo e che tale sistema non può e non deve essere considerato e utilizzato come se fosse “obbligatorio”, quanto piuttosto quale alternativa rispetto al sistema tradizionale (risarcimento corrisposto dalla compagnia del responsabile).