

Riceviamo e pubblichiamo:
Sembra appena poco oltre il nostro orizzonte. L’assassinio del sindaco di Pollica, il sindaco pescatore, appare come una notizia destinata ad aprire le pagine di cronaca per poi entrare a far parte della interminabile sequenza di fatti che “non fanno parte della nostra vita”. A Viterbo queste cose non accadono, per fortuna. E questo basta a evitare l’ennesimo pensiero, l’ennesima responsabilità. Eppure questo avvenimento dovrebbe farci riflettere sul ruolo e sui compiti di un amministratore.
Leggendo e ripercorrendo la storia di Vassallo viene voglia di abitare in una comunità diversa, di vivere una storia diversa. E’ davvero così distante Pollica? Molto meno di quanto sembri. È importante ricordare le parole del presidente della Commissione parlamentare antimafia che, già nel 2003, per l'Alto Lazio commentava: “Qui si investe, si fanno affari e non c'é alcun motivo di arrivare all'occupazione militare del territorio”. Per questo apparentemente a Viterbo non ci sono azioni violente come nel salernitano, ma il territorio è occupato.
A Viterbo sono presenti le ’ndrine Zumbo- Gugliotta, Mammoliti, Libri, Mollica e il clan campano Sarno, oltre ai più noti Casamonica. Lo testimoniano i documenti delle varie commissioni e delle associazioni impegnate nel contrasto alla criminalità organizzata. E queste organizzazioni non hanno bisogno di occupare con le armi la Tuscia: sono direttamente inserite nel tessuto economico attraverso società e incontrano i nostri amministratori attraverso distinti uomini d’affari. E’ accaduto. Accade anche oggi. Sono i grandi investimenti e i grandi affari urbanistici ed energetici a far gola a queste realtà criminali. Il problema è tuttavia enorme.
I nostri amministratori sono in grado di reagire e lavorare per la legalità, oltre l’interesse e il tornaconto economico ed elettorale, contrastando queste speculazioni e le infiltrazioni connesse? E penso a Viterbo. E penso di no. Viterbo corre un serio pericolo. Non esiste il necessario senso della responsabilità e della legalità. Le ultime vicende sulle partecipate, sulle tangenti, sul sacco urbanistico di questi ultimi anni. La favola/farsa dell’aeroporto. E torno a pensare al Sindaco di Pollica che ha difeso il proprio territorio sino all’estremo sacrificio. Quanta differenza. Quanto rammarico. Quanta rabbia.
Umberto Cinalli - SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA' della Tuscia