ANNO 27 n° 288
Ciambella: “Il Comune chiarisca le scelte sul coordinamento pedagogico negli asili”

“Premesso che:

 

sino all’anno scolastico 2006/2007 l’asilo comunale  “I cuccioli”, e dal 2006 anche sei asili privati convenzionati con il Comune di Viterbo, hanno svolto le loro attività nel rispetto delle leggi regionali n. 5 del 1973 e n. 59 del 1980, recepite nel “regolamento di gestione asili nido” realizzato dal settore affari sociali del Comune di Viterbo,

 

che questo regolamento comunale all’art. 1.2 recita testualmente: “l’inserimento nel nido delle bambine e dei bambini è programmato e prevede la realizzazione di una informazione dettagliata sulle finalità del progetto educativo e sul funzionamento del servizio offerto ai genitori prima” e ribadisco prima “dell’ingresso dei bambini nella struttura”; quello che nelle scuole pubbliche di altro ordine e grado si chiama POF piano di offerta formativa, cioè quello che induce un genitore ad iscrivere il proprio figlio in una scuola piuttosto che in un’altra

 

accertato che:

 

per l’anno scolastico in corso il Comune, in quanto affidatario della gestione dell’asilo nido non ha adempiuto alla pubblicizzazione del suo progetto educativo, venendo di fatto meno alle sue competenze; non informando i genitori che nonostante i ripetuti solleciti e le richieste di incontro rivolte all’assessore Sabatini, non sono riusciti a vedersi garantito un loro sacrosanto diritto, e quindi a capire cosa aspettasse ai loro figli all’inizio dell’anno scolastico.

 

Accertato anche:

 

che oltre ai genitori, molti direttori degli asili convenzionati già dal giugno scorso chiedevano, anche mezzo missiva, “lumi” su come avrebbero dovuto organizzare il lavoro di questo anno e soprattutto alla luce della politica di taglio che il Comune avrebbe fatto, chi avrebbe provveduto ad assicurare il coordinamento pedagogico all’interno delle strutture. E che una risposta sarebbe arrivata dal Comune con 3 mesi di ritardo (3 settembre 2008).

 

Precisato che:

 

il progetto educativo deve essere ultimato già nel mese di agosto di ogni anno per fare in modo che all’inizio delle lezioni i genitori possano avere gli elementi per scegliere il modello educativo a loro più confacente.

 

Considerato che:

 

solo in data 3 settembre il Comune di Viterbo si degnava di rispondere ai Direttori degli asili con lettera prot. N. 2376, nella quale li informava che era cessato il rapporto tra il Comune e l’associazione “il Bambino padre dell’uomo” che fino all’anno scorso si occupava di gestire in maniera piena ed esclusiva il Progetto di Formazione psico-pedagogico, ovvero quello che più comunemente è detto coordinamento pedagocico. E che quest’anno a occuparsi della attività di coordinamento delle diverse sezioni dei nidi comunali, di rendere omogenea la programmazione tra i nidi comunali e quelli convenzionati, di curare i rapporti con i genitori dei piccoli utenti in caso di particolari problematiche, veniva individuata una sola figura nella persona della dott.ssa Franca Di Serio.

 

Ora mi chiedo, nulla togliere alla dott.ssa Di Serio, naturalmente, come può una sola persona, benché altamente competente, riuscire a occuparsi di tutto questo? Riuscire a compensare il lavoro che dal punto di vista pedagogico facevano due persone a tempo pieno oltre che occuparsi dell’aspetto meramente amministrativo e organizzativo mantenendo anche le sue precedenti mansioni? E’ veramente uno sforzo sovraumano quello che il Comune chiede alla Dott.ssa Di Serio. Come riuscirà a gestire tutto questo?

 

Ad essere precisi, il Comune lo dice, lo dice ai direttori nella lettera che citavo dove scrive testualmente: “ Le s.s.l.l. potranno pertanto fare riferimento alla dot.ssa Di Serio per gli aspetti sopra evidenziati. E’ evidente che il ridotto tempo a disposizione (la dott.ssa Di Serio continua comunque a curare quanto di sua competenza nell’ambito del servizio socio-assistenziale) e l’unicità della figura di riferimento (contro le 3 dell’associazione “il bambino padre dell’uomo”) esigono che la presenza della dott.ssa Di Serio presso le singole strutture e la sua partecipazione ad eventuali riunioni siano limitate a quanto strettamente  necessario. si confida pertanto nelle capacità autogestionali dei singoli asili privati e nella funzione di “filtro” accortamente svolta da parte del personale dei nidi comunali.”

 

Ora ho capito! Il Comune è consapevole che la dott.ssa Di Serio non è un supereroe e quindi dice ai direttori, “ Sigg.ri vedetevela da soli” alla faccia dei nostri bambini e delle loro famiglie!

 

CHIEDO

 

Considerata la mancanza completa di un coordinamento pedagogico chi effettuerà il controllo sugli asili nido, prerogativa del Comune. Chi per esempio controllerà, anche alla luce degli episodi dello scorso anno, le mense e su quello che i nostri figli mangeranno oltre che sulle condizioni igieniche garantite?

 

Di sapere a quanto ammontava il costo a carico del Comune per il Progetto di formazione psico-pedagogica a favore dei nidi comunali e convenzionati del Comune di Viterbo che garantiva il coordinamento pedagogico agli asili nido

 

Alla luce dei tagli sapere quanto il Comune risparmia attribuendo alla dott.ssa Di Serio questo gravoso incarico, che comunque non esaurisce gli impegni che il Comune è tenuto per legge ad assolvere, e soprattutto se la dott.ssa Di Serio, così gravata percepirà (sarebbe nel suo pieno diritto) un aumento della retribuzione accessoria così da valutare i reali risparmi del Comune. Sottolineo che se anche ci fosse un risparmio i tagli vanno fatti su servizi che non rendono, individuando ed eliminando gli sprechi e non distruggendo servizi di eccellenza.

 

Chiedo inoltre, quando il Comune, attraverso anche il comitato di gestione, si degnerà di informare i genitori sul tipo di progetto educativo che avranno i loro figli questo anno, tenendo conto che le attività sono iniziate lo scorso 8 settembre e oggi siamo al 20 ottobre. O se lo crede opportuno, possiamo affidarci alla buona volontà degli operatori che alla luce della loro difficili condizione di precariato sono ogni giorno portati ad affrontare i problemi che l’amministrazione comunale non riesce a risolvere.

 

Chi, assessore, si occuperà per la città di Viterbo di ristabilire un diritto, un servizio sociale di interesse pubblico come quello alla frequenza degli asili nido a livelli competitivi, a collaborare con la famiglia al fine di favorire l’armonico sviluppo della personalità infantile, sollecitando tutte le attività cognitive e sociali del bambino garantendogli una efficace assistenza psico-pedagogica e preventiva, facilitando nel contempo l’inserimento sociale e lavorativo della donna? Bisogni, questi, che sentiva già la società degli anni settanta e che a tutt’oggi non sembriamo del tutti pronti a dargli una efficace risposta”.

 

Luisa Ciambella

                                                        Consigliere comunale Pd




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